
L’intervento pubblicato dal quotidiano Il Centro l’1 settembre 2026:
Ho letto con interesse la ficcante analisi di Giustino Parisse sulla Perdonanza appena conclusa e credo che il suo invito a “guardare oltre lo spettacolo” meriti di essere raccolto. Proprio perché condivido l’esigenza di rafforzare sempre più il contenuto culturale e spirituale della Perdonanza, vorrei aggiungere qualche elemento al quadro, senza alcuna intenzione polemica, ma per completarlo.
Perché, accanto alla grande macchina degli spettacoli e agli appuntamenti istituzionali, in questa 732.ma Perdonanza un “oltre” c’è stato. E anche piuttosto consistente. La ventesima edizione della “Cordata per le Celestine”, inserita nel programma ufficiale della Perdonanza (promossa da enti, associazioni, istituzioni e persone tutti volontari), ha costruito nell’arco di sette giornate una sorta di percorso parallelo e complementare: meno orientato allo spettacolo e maggiormente dedicato all’approfondimento, al confronto, alla solidarietà e alla riflessione intorno ai valori che discendono dal messaggio di Celestino V. Un programma che ha spaziato dalla storia alla filosofia, dall’inclusione alla spiritualità, dall’emigrazione alla memoria, dall’arte alla musica, fino alla riflessione sul perdono e persino con un significativo “Cammino” da San Basilio all’epicentro del sisma 2009, a Roio.
E proprio alcuni dei temi indicati da Parisse come terreni sui quali investire sono stati affrontati. Il primo riguarda i giovani. Sabato 29 agosto, al Teatro San Filippo, il IV Summit nazionale “Il perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere” ha posto esattamente questa questione al centro del dibattito. Non un appuntamento marginale, ma un confronto partecipato che ha messo insieme giovani e personalità del mondo della cultura, della filosofia, della comunicazione e della ricerca sociale: da Massimo Cacciari a Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Francesco Giorgino insieme agli interventi e alle testimonianze dei ragazzi.
È significativo, credo, che proprio mentre ci interroghiamo sul rapporto fra Perdonanza e nuove generazioni, un appuntamento della Perdonanza abbia scelto di non parlare semplicemente dei giovani, ma di farli entrare nel ragionamento sul perdono, sulla libertà e sulla responsabilità delle proprie scelte.
Il secondo punto riguarda il rapporto fra Celestino e Francesco, tanto più importante nell’anno dell’ottavo centenario francescano. Anche qui il tema non è rimasto sullo sfondo. La Cordata gli ha dedicato uno degli approfondimenti più strutturati dell’intero programma: il convegno itinerante 2026 del Centro per la Filosofia Italiana, “Sulle orme di Francesco: luoghi, storia, spiritualità”, articolato il 26 agosto al Teatro San Filippo in due sessioni, mattutina e pomeridiana, con studiosi e filosofi chiamati ad affrontare il francescanesimo nelle sue dimensioni storiche, filosofiche, antropologiche e culturali. A questo si è aggiunto, la sera precedente nel monastero di San Basilio, “Di laude e di silenzi. San Francesco e San Pietro Celestino. Un incontro in musica, oltre la storia”, costruito proprio come dialogo ideale fra i due santi attraverso musica, narrazione, laudi medievali e fonti francescane e celestiniane.
C’è poi un terzo punto, che mi permetto di puntualizzare soltanto perché Parisse lamenta nell’articolo l’assenza di un ricordo ufficiale di padre Quirino Salomone, indicandolo giustamente come uno degli ispiratori della “nuova” Perdonanza rinata nel 1983. Ha ragione! Infatti, durante la lunga diretta di Rete8 dedicata al Corteo della Bolla io e il direttore Carmine Perantuono abbiamo avuto modo di ricordare, più volte padre Quirino, proprio sottolineandone il ruolo nella riscoperta e nella valorizzazione contemporanea del messaggio celestiniano. Non sostituisce, naturalmente, quel ricordo ufficiale cui Parisse fa riferimento e che sarebbe stato certamente opportuno; ma mi sembra giusto ricordare che la sua figura e il suo insegnamento non sono stati dimenticati.
C’è infine un elemento che considero particolarmente importante perché indica, forse, una possibile strada per il futuro. Su intuizione del vicesindaco Raffaele Daniele, presidente del Comitato Perdonanza, diversi appuntamenti della Cordata sono stati utilmente ricompresi nel primo Festival delle Risonanze 8che ha avuto il suo apice con un videoconcerto e una commedia teatrale), ospitato al teatro San Filippo. L’idea dalla quale è nato il Festival è, in fondo, molto vicina alla sollecitazione contenuta nell’articolo di Parisse: affiancare alla dimensione spettacolare della Perdonanza luoghi e occasioni nei quali produrre contenuti, pensiero e confronto.
Non si tratta, dunque, di contrapporre spettacolo e approfondimento. Sarebbe una contrapposizione sterile. I grandi eventi hanno una loro funzione: richiamano pubblico, danno visibilità alla città, trasformano la Perdonanza in un appuntamento capace di parlare ben oltre i confini aquilani. La questione è semmai fare in modo che quella straordinaria capacità di attrazione conduca sempre più persone verso il cuore della Perdonanza. È precisamente in questo spazio che esperienze come la Cordata per le Celestine e il Festival delle Risonanze possono acquistare ancora maggiore importanza. La Cordata, del resto, quest’anno non ha affrontato soltanto giovani e francescanesimo. Ha parlato di silenzio e riconciliazione, ha proposto una camminata inclusiva della solidarietà, ha affrontato il rapporto tra Perdonanza, identità ed emigrazione abruzzese nel mondo e ha promosso iniziative culturali e musicali dentro il monastero di San Basilio.
Forse, allora, il punto dal quale ripartire per il prossimo anno è proprio questo: non dobbiamo inventare da zero una Perdonanza capace di andare oltre lo spettacolo. Dobbiamo riconoscere, rafforzare e mettere maggiormente a sistema ciò che già esiste.
Angelo De Nicola
Coordinatore della “Cordata delle Celestine”
