Il ventennale dell'”Epifania di Celestino”

Le due locandine (della Prima e della replica) di 20 anni fa:

“L’Epifania di Celestino”, vent’anni dopo
Un gesto culturale che anticipava “L’Aquila 2026”

Vent’anni dopo quella sera del 6 gennaio 2006 (con replica il 4 febbraio successivo), quando il Teatro San Filippo si riempì per la mise en espace de “L’Epifania di Celestino”, L’Aquila torna a interrogarsi su una delle esperienze culturali più significative del suo recente passato.
Il ventennale si terrà giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 17,45, presso la Sala conferenze del Monastero di San Basilio, in piazza San Basilio n. 2.
Lo spettacolo, tratto dal romanzo “La Maschera di Celestino” (Textus, 2005) di Angelo De Nicola e con la regia di Maria Cristina Giambruno per L’Uovo-Teatro stabile di Innovazione, non fu soltanto un evento teatrale. Fu un atto civile. Un momento in cui cultura e solidarietà si incontrarono concretamente, trasformando il teatro in luogo di responsabilità collettiva. L’intero ricavato fu infatti destinato all’Associazione L’Aquila per la Vita Onlus a sostegno dell’Oncologia medica universitaria.
Riletto oggi, nel contesto di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, quell’evento appare quasi profetico. Anticipava un’idea di cultura non ornamentale, ma generativa: capace di creare legami, sostenere cause sociali, attivare comunità.
Celestino V, figura centrale dello spettacolo, non è soltanto un riferimento storico o religioso. È un simbolo politico nel senso più alto del termine: rappresenta il primato della coscienza, la responsabilità della scelta, la forza di un gesto che parla al presente. Il “gran rifiuto”, lungi dall’essere una resa, diventa paradigma di libertà morale.
Il ventennale non sarà dunque una semplice commemorazione nostalgica. Sarà una riflessione pubblica su ciò che la cultura può e deve essere in una città che oggi si candida a modello nazionale. Se nel 2006 il teatro seppe farsi solidarietà, nel 2026 è chiamato a farsi visione.
In un tempo in cui le capitali della cultura rischiano di ridursi a calendario di eventi, L’Aquila ha l’opportunità di dimostrare che la cultura è prima di tutto identità, memoria attiva e capacità di generare futuro.
Vent’anni dopo, “L’Epifania di Celestino” continua a parlare alla città.
E L’Aquila continua a riconoscersi in quella voce.
Tutti i protagonisti venti anni fa, con un ricordo per chi non c’è più: Paolo Aloisi, Raffaello Angelini (musiche), Domenico Capanna, Massimo Casacchia, don Renzo D’Ascenzo, Vincenzo De Masi, Maurizio De Sanctis (“Padre Nike”), Amedeo Esposito, Sandro Francavilla, Massimo Gallucci, Maria Cristina Giambruno (regia), Laura Giannetti, Walter Marola, Stefano Pallotta, Maria Teresa Piccoli, Corrado Rea (disegno luci) Stefano Rossi, Alessandro Sevi, Rinaldo Tordera e Renato Vitturini (immagini).

RASSEGNA STAMPA:

https://abruzzosera.it/cultura-e-societa/lepifania-di-celestino-ventanni-dopo-un-gesto-culturale-che-anticipava-laquila-2026/

https://assergiracconta.altervista.org/archivioNews.php?page=1&id=37008&fbclid=IwY2xjawPtjSpleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFJczc2dFdrUFRBNGNQWWRkc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHieUxC4WbJFQv6DaHCuYR7st3kcvmnSgZ-FFeCH3tclM0JPJzGk0BBup9Rap_aem_1B-hJswdKucl5ksP5NcEkQ

https://www.ilcapoluogo.it/evento/lepifania-di-celestino-ventanni-dopo/?fbclid=IwY2xjawPtjUpleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe1ZnbWTb7NZC-q23QxjGo2-YLNu3SAUqdFWRrMJHt9B2rXG5ZhL1L3DU5teE_aem_iHOhC5TSvYJbTQfRcQib3A


IL VENTENNALE:

IL REPORTAGE DI RENATO VITTURINI:

LO SPETTACOLO DI VENTI ANNI (Foto di scena di FRANCO SOLDANI):

LO SPETTACOLO DI VENTI ANNI (Foto di RENATO VITTURINI):

LO SPETTACOLO DI VENTI ANNI (Spezzoni video con riprese amatoriali): (Work in progress…)

Il link per leggere il romanzo “La maschera di Celestino” (confluito poi nel sequel “La Missione” di Celestino):

https://www.angelodenicola.it/libri/la-missione-di-celestino/testo.htm

De Gregori, Celestino V e il silenzio sul sagrato

Articolo pubblicato sul Centro il 13 dicembre 2025:

Non disse una parola. Francesco De Gregori salì sul palco del sagrato della basilica di Collemaggio all’Aquila, il 29 agosto 2018, a chiusura della Perdonanza Celestiniana, e lasciò parlare solo la sua musica. Un silenzio inspiegabile, quasi ostinato, in un luogo che più di ogni altro all’Aquila è parola, storia, coscienza: lì dove “abita” Celestino V, il papa del perdono e del “gran rifiuto”.
Eppure, proprio a Celestino V, De Gregori aveva dedicato, tredici anni prima, una delle sue canzoni più enigmatiche e politiche: Vai in Africa, Celestino, pubblicata nel 2005 nell’album Pezzi. Un testo duro, stratificato, che usa la figura del papa eremita come metafora morale del nostro tempo, lontanissima da ogni agiografia. Non una preghiera, ma un atto d’accusa. Non un inno, ma uno schiaffo.
Dietro quella canzone c’è anche una storia tutta contemporanea. Un calcio agli stinchi, come lo definì chi conosce bene il cantautore romano, al suo amico Walter Veltroni. L’allora sindaco di Roma aveva annunciato che, conclusa l’esperienza amministrativa, sarebbe andato a fare il missionario in Africa. Una promessa mai mantenuta. De Gregori, con la lama gentile che gli è propria, glielo rimprovera in musica, evocando il “gran rifiuto” dalla politica promesso ma non onorato, la scelta radicale solo annunciata. E così Celestino diventa lo specchio impietoso delle incoerenze moderne: «Ognuno è vittima ed assassino», canta De Gregori, prima di quel verso che suona come una sentenza: «Gira i tacchi e vai in Africa, Celestino».
Il contesto è decisivo. Il disco esce, nella primavera del 2005, nel momento in cui si chiude il lunghissimo pontificato di Giovanni Paolo II e la Chiesa elegge Benedetto XVI. Proprio in quei giorni De Gregori rilascia una dichiarazione che, ai celestiniani, non passa inosservata: dice di aver sperato che Ratzinger scegliesse il nome di Celestino VI. Un’utopia. Perché la “dinastia” dei Celestini si è fermata al V, a Pietro del Morrone, e nessuno ha mai avuto il coraggio di raccoglierne l’eredità spirituale. Un’utopia che vive solo nella letteratura, come nelle “Lettere agli uomini del Papa Celestino VI” di Giovanni Papini, dove prende forma il sogno di una “ecclesia spiritualis”, povera, radicale, profetica.
È qui che la canzone smette di essere solo canzone e diventa detonatore culturale. Perché “Vai in Africa, Celestino” incrocia, quasi senza saperlo, una realtà concreta: quella delle Suore Celestine di San Basilio, oggi ultimo avamposto al mondo dell’Ordine fondato da Celestino V. Le monache aquilane, che da anni portano avanti una missione intitolata proprio a Celestino V a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, si riconoscono in quel titolo, in quel richiamo all’Africa “vera”, non retorica, fatta di fatica, pericoli e guai quotidiani.
Quando esce l’album, le suore Celestine dell’Aquila, che hanno orecchie ovunque a dispetto del loro regime di clausura, chiedono di più: un gesto concreto del famoso cantautore, un concerto di beneficenza, un incontro, qualcosa che possa accendere un faro sulla loro missione: «Celestino V in Africa già c’è ed è in mezzo a un mare di guai!». Parte il tentativo di agganciare De Gregori, anche attraverso contatti romani. Nulla da fare. «È un orso, difficile avvicinarlo», dice di lui chi lo conosce. Difficile da avvicinare, impossibile da convincere.
È proprio da quel fallimento che nasce altro. Si punta su un “cavallo” locale. Un libro, un romanzo, “La maschera di Celestino”, diventa lo strumento per avviare un’operazione di solidarietà. Nasce così “Cordata per l’Africa”: una rete di eventi, incontri, cultura e beneficenza che, partita quasi per necessità, è arrivata a compiere vent’anni nell’ultima Perdonanza Celestiniana. Fondi raccolti, attenzione costante, sostegno alle missioni in Africa e nelle Filippine delle monache di San Basilio.
E allora quel silenzio di De Gregori sul sagrato di Collemaggio, nel 2018, acquista un peso diverso. Forse non una distanza, ma una coerenza. La sua canzone aveva già detto tutto. Aveva già indicato una direzione, senza retorica e senza assoluzioni. Celestino resta lì, a Collemaggio, ma continua a interrogare il presente. E l’Africa evocata da De Gregori, da metafora pungente, è diventata per L’Aquila una responsabilità reale, quotidiana, collettiva.
Angelo De Nicola

Sulmona città della Pace

LA REGISTRAZIONE DELL’EVENTO:

https://rete5.tv/zuppi-e-mieli-di-nuovo-in-citta-in-tandem-per-celestino-e-per-la-pace

https://abruzzosera.it/cultura-e-societa/pace-giustizia-e-perdono-sulmona-accoglie-il-cardinale-zuppi-e-paolo-mieli/?pdf=61369

https://www.ansa.it/vaticano/notizie/2025/07/10/sulmona-citta-della-pace-zuppi-tiene-a-battesimo-il-progetto_56789345-e2ed-4016-90f9-0fa3ade019b3.html

https://www.rainews.it/tgr/abruzzo/video/2025/07/vaticano-cei-guerra-in-ucraina-giostra-cavalleresca-sulmona-75232943-208f-4cce-96db-41bb243a2638.html

https://assergiracconta.altervista.org/archivioNews.php?page=1&id=34830

Sulmona per un giorno Capitale di Pace

COMUNICATO STAMPA
La Fondazione Carispaq promuove l’incontro “Giustizia e Perdono – le vie della Pace”
S. Em. Cardinale Matteo Maria Zuppi dialoga con il giornalista Paolo Mieli

Sulmona 23 ottobre 2024 – E’ stato presentato oggi presso Palazzo Mazara, sede del Comune di Sulmona, l’incontro “Giustizia e Perdono – le vie della Pace” promosso dalla Fondazione Carispaq che si svolgerà nel capoluogo peligno il prossimo 2 novembre alle ore 17:30 presso il Teatro Comunale “M. Caniglia.
Ospite d’onore dell’evento ad ingresso libero, sarà Sua Eminenza Cardinale Matteo Maria Zuppi Presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) che dialogherà sui temi della Pace e del Perdono con il giornalista Paolo Mieli curatore dell’evento.
“L’incontro presentato oggi – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri – è un ulteriore appuntamento previsto nell’ambito del progetto le Capitali Celestiniane della Pace promosso dalla Fondazione stessa e che, dal mese di maggio scorso, sta mettendo in rete le eccellenze culturali del territorio aquilano intorno al messaggio di Perdono dell’Eremita del Morrone per valorizzare e consolidare l’unità dell’intera provincia aquilana. L’evento di sabato prossimo, inoltre, è scaturito da un altro momento di riflessione svoltosi alla Badia Celestiniana lo scorso 31 luglio, quando in video conferenza il Cardinale Zuppi espresse la volontà di venire a Sulmona proprio per parlare di Pace e della figura di Celestino V, per il quale il perdono è “anticamera” di pace, giustizia e misericordia. Abbiamo scelto Sulmona come sede di questo importante appuntamento – conclude Taglieri – anche perché la città, da alcuni anni, sta portando avanti alcuni importanti progetti sul tema della pace”.
Il riferimento è in particolare alla Giostra Cavalleresca d’Europa, diventata Giostra Europea della Pace che, con i venti paesi europei e i borghi più belli d’Italia con i quali è collegata, è di fatto strumento di riconciliazione e di unione di luoghi e popoli che si riconoscono nel messaggio universale di pace e perdono.
L’appuntamento sarà aperto dai saluti istituzionali di Domenico Taglieri Presidente della Fondazione Carispaq e di Gianfranco Di Piero Sindaco di Sulmona. Introdurrà il dialogo Fabrizio Marinelli Presidente Deputazione Abruzzese di Storia Patria, modererà il giornalista Angelo De Nicola curatore del progetto “Le capitali celestiniane della Pace”.
Sarà un evento di fratellanza e amicizia tra i popoli e un’occasione pubblica, che al tempo stesso restituirà quell’intimità di conversazioni amichevoli condotte con intelligenza e ironia da un grande giornalista come Mieli insieme ad un grande uomo di pace come il Cardinale Zuppi.

https://www.reteabruzzo.com/2024/10/28/sulmona-al-centro-della-pace-sabato-al-caniglia-incontro-tra-il-cardinale-zuppi-e-paolo-mieli

https://www.abruzzospeciale.it/2024/10/31/pace-perdono-celestino-v-zuppi-mieli-sulmona

https://www.laquilablog.it/sulmona-la-fondazione-carispaq-promuove-lincontro-giustizia-e-perdono-le-vie-della-pace

LA REGISTRAZIONE DELL’EVENTO (a cura di ManuwebTv)

RASSEGNA STAMPA

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/l-incontro-il-cardinale-zuppi-capire-il-dolore-degli-altri-e-la-premessa-per-fare-la-pace-per

https://www.ilcentro.it/l-aquila/le-vie-della-pace-incontro-con-zuppi-e-mieli-1.3339213

Il Messaggero Abruzzo 04-11-2024

A Sulmona “Le Capitali Celestiniane della Pace”

COMUNICATO STAMPA – INVITO

La Fondazione Carispaq organizza a Sulmona il convegno “La Giostra cavalleresca d’Europa come strumento di pace” con il Cardinale Matteo Zuppi e il giornalista Paolo Mieli

L’Aquila 29 luglio 2024 –  Si terrà mercoledì prossimo Il 31 luglio alle ore 17:30 presso l’Abbazia di santo Spirito a Morrone, il convegno “La Giostra cavalleresca d’Europa come strumento di pace” organizzato dalla Fondazione Carispaq nell’ambito del progetto “Le Capitali celestiniane della pace verso il Giubileo”.

All’incontro partecipano: S.E. Cardinale Matteo Zuppi Presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), Paolo Mieli giornalista e storico, Massimo Sericola Direttore dei Musei Archeologici Nazionali di Chieti – Direzione Regionale Musei d’Abruzzo e Fabrizio Marinelli Presidente Deputazione Abruzzese di Storia Patria. Ad aprire il convegno saranno i saluti del Presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri, del Sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero. Modera i lavori Angelo De Nicola giornalista e curatore del progetto “Le capitali celestiniane della Pace”.

L’incontro intende fare il punto sul progetto lanciato due anni fa a Sulmona che ha trasformato la Giostra cavalleresca d’Europa in Giostra della Pace ponendo al centro la figura di Celestino V come quella più idonea ad ispirare questo messaggio. Per Celestino V il Perdono è, infatti, “anticamera” di pace, di giustizia, di misericordia.

All’evento seguirà, Il 1 agosto presso la rotonda di San Francesco, alle ore 17:00, l’inaugurazione della mostra “Obiettivo Celestino”  organizzata dall’Accademia Sulmonese di Fotografia a cura di  Luciano Fagagnini, a seguire si terrà la presentazione del libro “La rinuncia di Celestino V: un ‘Casus Belli’ dei canonisti” a cura di Stefania Di Carlo, Ilio Di Iorio, Giorgio Greco e Elena Pulega. l’opera che è dedicata   ad perpetuam memoriam del Prof. Ilio Di Iorio, insigne latinista e del dott. Luigi Di Cesare, capitano del Borgo Pacentrano, ha la prefazione di S.E. Mons. Camillo Cibotti, vescovo di Isernia-Venafro.

“Saranno due giornate importanti per Sulmona e per l’intera provincia aquilana per i temi che saranno affrontati  e per i personaggi che sono stati invitati – dichiara il Presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri –  Momenti che, nel segno di Celestino V, si svolgeranno tra le due Giostre Cavalleresche di Sulmona proprio per riaccendere i riflettori sulla centralità avuta dalla città Peligna nell’ambito della nuova narrazione storica che si sta facendo intorno alla figura dell’Eremita del Morrone. Questi eventi, inoltre, sono stati realizzati all’interno del progetto  “Le capitali celestiniane della pace verso il Giubileo” che la Fondazione sta portando avanti con l’obiettivo di mettere in rete le eccellenze del nostro territorio e trasformare il messaggio di Celestino V in un motore di unità e di sviluppo attraverso la promozione turistica di tutto il territorio della provincia aquilana”

La registrazione dell’evento: