Il saggio “Presunto innocente, cronaca del caso Perruzza” – Capitolo 53

Michele Perruzza durante uno dei processi (Foto Ansa)

53. HA UCCISO CRISTINA PER MOTIVI ABIETTI – 30. 1. 1992
Ergastolo. Senza speranze. Senza applausi. Come in primo grado, lui, non c’era ad ascoltare la sentenza. Un cattivo presentimento deve aver trattenuto Michele Perruzza in carcere.
Così il muratore di Balsorano s’è negato pure quel soffio di speranza che ha colto i suoi difensori nell’ascoltare dopo un’estenuante attesa durata quasi sette ore, il presidente della Corte Bruno Tarquini avviare la lettura del dispositivo con la frase «in parziale riforma della sentenza…». C’è stata sì una riforma, ma soltanto per escludere l’aggravante dell’aver agito con crudeltà. Le altre aggravanti che comportano il carcere a vita (omicidio dopo atti di libidine violenti) restano anche se la drammatica parola «ergastolo», ieri sera era scomparsa dalla sentenza assorbita nella formula «conferma nel resto». …

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Il saggio “Presunto innocente, cronaca del caso Perruzza” – Capitolo 52

Michele Perruzza

52. CHIESTO L’ERGASTOLO-BIS – 28. 1. 1992
Verità e controverità a confrontarsi e ad intrecciarsi. Scambi di pesanti accuse tra le controparti. Attacco feroce dell’Accusa alla stampa («E’ stata l’eco della difesa, cavalcando la tesi innocentista»), difesa d’ufficio dell’avvocato Cecchini dei giornalisti («Si sono arrovellati come noi, su questo caso con grande senso di responsabilità»).
Anche l’ottava udienza dell’estenuante processo d’Appello a Michele Perruzza davanti alla Corte d’Assise dell’Aquila, apertosi oltre due mesi fa, è stata intensissima. E non solo perché il Sostituto procuratore generale (Pg), Antonio Palumbo, ha concluso la sua requisitoria con la richiesta della conferma dell’ergastolo (con l’appoggio dei due legali di parte civile Paris e Milo), o perché il Pg ha chiesto la trasmissione degli atti per incriminare la moglie del muratore d’aver istigato il figlio ad autocalunniarsi, cioè ad autoaccusarsi del delitto. …

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Il saggio “Presunto innocente, cronaca del caso Perruzza” – Capitolo 51

Il sopralluogo a Case Castella

51. A BALSORANO IN CERCA DI VERITA’ – 22. 1. 1992
Sciarpe e cappelli per difendersi dal freddo pungente e dalla neve, calzoni tirati a mezz’asta e scarpe “ingessate” dal fango, la classica foschia del primo pomeriggio di una giornata di pieno inverno, una trentenne biondina avvocatessa nella “parte” del corpicino di una bambina di 7 anni, tanta voglia di far presto e tornare a casa. Non si può proprio dire che ieri, al momento dell’ispezione della Corte d’Assise d’Appello sul luogo del delitto a Case Castella di Balsorano, ci fossero le stesse condizioni di quella sera del 23 agosto del 1990 quando venne uccisa Cristina. …

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Il saggio “Presunto innocente, cronaca del caso Perruzza” – Capitolo 50

Al centro il professor Silvio Merli

50. FU UCCISA CON DUE MANI – 15. 1. 1992
L’assassino ha colpito almeno quattro volte Cristina al capo con una piccola e tagliente pietra: quindi l’ha spinta per terra con la nuca sul grosso masso trovato macchiato di sangue; infine, ha ucciso la bambina, che sanguinante e in stato di choc non opponeva resistenza, con l’azione combinata di una mano a tapparle la bocca ed un’altra a strozzarla. Sono queste le “certezze” sulla dinamica e la meccanica della morte di Cristina Capoccitti che il superperito d’ufficio Silvio Merli (dell’Istituto di medicina legale dell’università di Roma) ha illustrato, ieri mattina, alla Corte d’Assise dell’Aquila alla ripresa del processo d’Appello a Michele Perruzza. …

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Il saggio “Presunto innocente, cronaca del caso Perruzza” – Capitolo 49

Michele Peruzza durante il processo

49. SONO INNOCENTE, QUELLA SERA CRISTINA ERA CON MIO FIGLIO – 1. 12. 1991
Michele Perruzza non ha mai detto tutto quello che certamente sa di quella sera del 23 agosto 1990. Non ha voluto parlare né con gli inquirenti durante le indagini, né davanti ai giudici di primo grado; né dopo la condanna all’ergastolo per un’accusa infamante; né davanti alla Corte d’Appello: né con i sei avvocati che finora lo hanno difeso. …

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Il saggio “Presunto innocente, cronaca del caso Perruzza” – Capitolo 48

Mauro Perruzza

48. PORTE CHIUSE, RICORDI AL SETACCIO -30. 11. 1991
Il rappresentante della Pubblica accusa, Palumbo: «Il ragazzo ha detto la verità accusando il padre». Il difensore di Perruzza, avvocato Cecchini: «Speravamo che dicesse la verità ed invece ha fornito l’ennesima versione». I legali di parte civile, Paris e Milo: «Ha confermato tutte le accuse al padre con una serenità straordinaria per un ragazzo di 14 anni». Il padre di Cristina, Giuseppe Capoccitti: «Ha confermato, anzi ha detto di più e s’è messo a piangere dopo aver spiegato che s’è autoaccusato perché voleva bene al padre». Il figlio maggiore dell’imputato, Daniele: «Mio fratello è un gran para… Ha mentito facendoci però capire che stava dicendo bugie perché è stato costretto a dire quelle cose contro papà: dal capanno che ha descritto non si vede il boschetto». …

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Il saggio “Presunto innocente, cronaca del caso Perruzza” – Capitolo 47

Mauro Perruzza con la madre Maria Giuseppa Capoccitti

47. BALSORANO, DA SEI MESI MAURO VIVE LONTANO DAI SUOI GENITORI – 25. 11. 1991
La clamorosa riapertura del processo per il delitto di Balsorano decisa con un’ordinanza dalla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, non è stata salutata con entusiasmo a Ridotti di Balsorano, come invece accadde il 15 marzo scorso quando Michele Perruzza venne condannato all’ergastolo. Niente applausi in aula per una vicenda che, per i troppi ed imperdonabili errori commessi, appare ancora più di prima una valle di vittime. Vittima è la piccola Cristina la quale, come dice il padre, è «ormai morta e sepolta e non può fare spettacolo in questa società dello spettacolo»; “vittima” è anche l’imputato il quale, come i suoi nuovi avvocati (Attilio Cecchini e Antonio De Vita) sono riusciti a dimostrare, non è stato difeso a dovere in primo grado perché il suo ex difensore (l’avvocato Casciere) «non doveva moralmente accettare l’incarico» per aver già assistito e fatto scagionare il figlio del muratore precludendosi così la possibilità di esplorare l’unica ipotesi alternativa di fronte alla « verità storica» che «l’assassino è in casa Perruzza»; e “vittima” è anche il figlio minore del muratore che, dopo quanto è emerso nel processo d’appello e qualunque risulterà la “verità giudiziaria”, resterà per sempre col peso di questa vicenda. .. .

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Il saggio “Presunto innocente, cronaca del caso Perruzza” – Capitolo 46

Gli avvocati i Michele Perruzza: da sinistra Carlo Maccallini , Antonio De Vita e Attilio Cecchini

46. ALLA RICERCA DELLA VERITA’ – 25. 11. 1991
«L’assassino è in casa Perruzza: o il padre o il figlio». Resta questa l’unica “verità storica” del delitto di Balsorano. Dopo quanto è emerso durante le tre intensissime udienze davanti all Corte d’Assise d’Appello, per spiegare la tragica fine di Cristina Capoccitti ci si trova infatti di fronte a due “verità giudiziarie”. La prima individua il “mostro” in Michele Perruzza e trova le sue spiegazioni logiche nelle motivazioni con la quali la Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila ha condannato all’ergastolo il muratore. …

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