I primi novant’anni (e alla grande) dell’on. Ricciuti

L’on. Romeo Ricciuiti

L’AQUILA – «Se in quel 1980 non mi avessero malauguratamente messo da parte per gli equilibri interni della Democrazia cristiana di allora tra gaspariani e nataliani, avrei potuto fare molto molto di più per il mio Abruzzo». A dispetto dei 90 anni che domani festeggerà con gli adorati figli Paola e Luca e soprattutto i nipoti, l’on. Romeo Ricciuti, che è stato uno dei potenti d’Abruzzo, non ha affatto perduto quella tigna che contrasta col sua faccione così rassicurante. Nemmeno una recente brutta caduta, lo ha fermato: è ancora in “attività”, pur avendo lasciato la politica, e persino sulla sedia a rotelle (che da qualche tempo è riuscito ad abbandonare) ha partecipato alle riunioni del direttivo del Circolo Aquilano, la più antica associazione del capoluogo abruzzese (fondata nel 1865) di cui è, con orgoglio, il presidente.

Novant’anni. Sono un bel traguardo, sopratutto ad arrivarci così in forma, soprattutto nella mente. Esponente della Democrazia Cristiana e militante della corrente fanfaniana e leader storico della Coldiretti, Ricciuti, nativo di Giuliano Teatino (CH), dal 1975 al 1980 fu presidente della Regione Abruzzo. Nel 1985 fu, per un brevissimo periodo, sindaco dell’Aquila, succedendo in tale carica a Tullio De Rubeis. Eletto alla Camera nel 1983, viene riconfermato nel 1987 e nel 1992. «Sono stato-ricorda- sempre il primo degli eletti in provincia dell’Aquila anche con 30mila preferenze». E’ stato sottosegretario all’Industria, commercio e artigianato nel Governo Goria, nel Governo Andreotti VI ricopre la carica di sottosegretario all’Agricoltura e foreste, carica mantenuta anche nel successivo Governo Andreotti VII. Nel 1994 lascia definitivamente la politica e viene nominato da Berlusconi presidente della Selex, azienda di livello internazionale.

«Nel 1980- racconta al Messaggero- avevo portato l’Abruzzo a essere vincente, una delle prime regioni italiane per reddito e occupazione. Ma aspettavo di poter continuare il lavoro. Invece gli equilibri della Dc portarono all’elezione a presidente dell’on. Anna Nenna D’Antonio. Eppure era stato propri Remo Gaspari ad avermi voluto come presidente nel 1975. Resta un mio rammarico. Per il resto ho fatto quello che potevo: impianti industriali nel Fucino, irrigazione di tutta la Valle Peligna, estensione della rete gas a tutta la regione, i Laboratori del Gran Sasso, tanto per citare alcuni dei progetti che ho portato avanti come membro dei vario Governi. Per l’Abruzzo»
Auguri, onorevole Ricciuti!!!

Angelo De Nicola

Pubblicato sul Messaggero Abruzzo il 4 ottobre 2020
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