Post del sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio: Venerdì sera, 13 febbraio, in un noto locale di piazza dell’Obelisco si terrà invece, per i più adulti, una goliardica serata intitolata “Sant’Agnese: L’Aquila apre… Tagliacozzo chiude” a cura di Marco Gialloreti. L’evento riprende l’usanza, tutta aquilana, di celebrare la “maldicenza”, non quella cattiva, ma la critica palese e costruttiva, sagace e divertente che stinge più sull’ironia che sulla malignità. Protagonisti della serata il celebre giornalista aquilano Angelo De Nicola, cultore e divulgatore della tradizione, il Cappuccino Frate Emiliano Antenucci, rettore del Santuario della Madonna del silenzio in Avezzano e Antonio Fruci di L’A. Per questa usanza, tutta aquilana, le somiglianze con il Carnevale sono evidenti e, con il tempo, pare che nel Capoluogo quest’ultimo sia stato sostituito per importanza e sentimento dalla singolare festa delle lingue lunghe.
Il “Pianeta Maldicenza” ha chiuso col botto, ieri pomeriggio, presso l’Auditorium del Parco con il concorso di pittura “Gli artisti per Sant’Agnese”. Sotto la conduzione di Vanni Biordi e Maura Sergio, dopo il saluto istituzionale dell’assessore comunale Ersilia Lancia, al termine di un elegante e raffinato evento, è stato consegnato il Palio di Sant’Agnese alla congrega abbinata all’opera vincitrice tra 35 artisti in gara con i loro quadri sul tema della maldicenza agnesina, iniziativa promossa da «Arte in Bottega» di Mimmo Emanuele e Antonio Zenadocchio. Il premio Agnesino 2026 21.ma edizione intitolato a “Ludovico Nardecchia” è andato, consegnato dalle mani del vicesindaco dell’Aquila Raffaele Daniele, a Maria Gabriella Ludovici a cui era abbinata la Congrega «Balla che te passa» che deterrà il Palio di Santagnese per il 2026; il premio intitolato a “Luigi Marra” 2.da edizione a Vera Lorenzetti; il premio sezione Giovani intitolato a “Luciana Cucchiella” ai Fratellini Margiotta, e il premio “Franco Villani” a Mirella Di Raffaele. Menzioni speciali ai Ragazzi dell’Apdh e a Roshy Amindari. Premio della critica a Mimmo Tunno e Ornella Giampietro. Dopo l’evento, la municipalità ha offerto a tutti un brindisi caldo preparato dall’Ana- Gruppo Alpini “Michele Iacobucci” dell’Aquila e dolci e salati di Sant’Agnese preparati dal Club Devote di Sant’Agnese e dalla Congrega Amici di Zeppetella di Tornimparte. Ecco tutti gli artisti in gara: Adriana Petrella, Amelia Palumbo, Anna Maria Galterio, Anna Rita Felici, Antonella Centi, Arianna Cozza, Carla Marinelli, Daniela Manelli Trionfi, Elena Ianni, Ernesto Di Nardo, Florin Pantiru, Franca Pasqualone, Fratellini Margiotta, Gabriella Del Pinto, Giuliana Cicchetti Navarra, Laura Rosati, Maria Gabriella Ludovici, Maria Rita Maurizi, Maurizio D’Armi, Mimmo Tunno, Mirella Di Raffaele, Ornella Giampietro, Paolo Pietraforte, Patrizia Prospitti, Raffaella Capannolo, Ragazzi centro diurno APTDH, Renato Salvatore, Roshy Amindari, Sandra Tiberti, Svetlana Nikitina, Valeria Ferrarese, Valter Mattei, Vera Lorenzetti, Patrizia Vespaziani.
PREMIO AGNESINO “LUDIVICO NARDECCHIA” 21.MA EDIZIONE:
Plebiscito per Mauro Masciovecchio Il nuovo Priore: “Impegno a tenere puliti la pavimentazione di Corso e Piazza” Mauro Mascioveccho, noto imprenditore aquilano del settore ecologia, è stato eletto ieri sera “Priore” per il 2026 della più antica Congrega agnesina aquilana, ovvero la “Confraternita aquilana dei ’devoti’ di Sant’Agnese” dalla quale è nata l’omonima Associazione culturale, che da 21 edizioni promuove il festival “Il Pianeta Maldicenza” insieme al Movimento Agnesino. La Confraternita, per antica tradizione, elegge una sola carica. Masciovecchio è risultato il più votato (quasi un plebiscito) al termine dello scrutinio (presidente del seggio: Oreste Cordeschi; Fabrizio Caporale e Antonio Ulacco scrutatori) tenutosi a conclusione di una frizzante e allegra serata (allietata dalle musiche del trio Fabrizio De Melis, Antonio Marinelli e Armando Rotilio) nel ristorante, in centro storico, “Lo Scalco dell’Aquila”, dal 2020 “triclinio” della Confraternita e quarta sede del Dopoguerra dopo le “mangiatoie” storiche delle trattorie “Macallè”, “San Biagio” e nel post sisma, dal 2013 “Delfina alle 99 Cannelle”. “Un onore essere stato eletto Priore- ha detto Masciovecchio, nel suo discorso programmatico- mi impegnerò ancora di più a pulire al meglio la pavimentazione di Corso e piazza”. Il Priore uscente Borso Di Pasquale (cui per tradizione è toccato offrire champagne con una magnum da 6 litri), ha passato le insegne (l’antico medaglione in legno finemente intarsiato) a Masciovecchio cui toccherà “governare” l’Anno Agnesino 2026 nell’anno di “L’Aquila Capitale della Cultura”. L’Aquila, 22 gennaio 2026
ESSO QUISSI I PRIORI DAL 1959 AD OGGI 1959 Alfredo Properzi 1960 Tancredi Nanni 1961 Manlio Marinelli 1962 Alberto Gualtieri 1963 Ugo Paolantonio 1964 Gaetano Bellisari 1965 Arturo Fogola 1966 Nino Urbani 1967 Mario Catalano 1968 Alberto Gualtieri 1969 Tancredi Nanni 1970 Alfredo Properzi 1971 Ugo Paolantonio 1972 Manlio Marinelli 1973 Gaetano Bellisari 1974 Nino Urbani 1975 Lorenzo Andreini 1976 Corrado Farroni 1977 Lucio Barattelli 1978 Sandro Marinelli 1979 Mario Lolli 1980 Gino Ludovici 1981 Giorgio Splendiani 1982 Teobaldo Cinque 1983 Domenico Trecco 1984 Peppe Pulcini 1985 Giovanni Pienabarca 1986 Giorgio Corradini 1987 Germano Barattelli 1988 Peppe Azzarone 1989 Enrico Di Benedetto 1990 Pasquale Martella 1991 Enrico Farina 1992 Giulio Colangeli 1993 Peppe Santoro 1994 Ezio Villante 1995 Igino Desiati 1996 Enrico Carli 1997 Gianfranco Masciocchi 1998 Dario D’Armi 1999 Amedeo Esposito 2000 Fabrizio Marinelli 2001 Tommaso Ceddia 2002 Fausto Ronconi 2003 Angelo De Nicola 2004 Oreste Cordeschi 2005 Lucio Frammolini 2006 Angelo Sella 2007 Serafino Petricone 2008 Carlo Cobianchi 2009 Riccardo Lopardi 2010 Riccardo Lopardi (Sisma) 2011 Oreste Cordeschi 2012 Pasquale Martella 2013 Stefano Tinari 2014 Fabrizio Caporale 2015 Giulio Cesare Primerano 2016 Federico Fiorenza 2017 Ettore Barattelli 2018 Giovanni Nardecchia 2019 Rinaldo Tordera 2020 Biagio Tempesta 2021 Biagio Tempesta (Covid) 2022 Biagio Tempesta (Covid) 2023 Germano Genitti 2024 Vincenzo Giorgi 2025 Boris Di Pasquale 2026 Mauro Masciovecchio
Le parole possono essere come carezze e abbracci, ma anche come pietre e spade: per questo è importante l’uso corretto che se ne fa. Su questo assunto si sono trovati tutti d’accordo, maldicenti e non, nel corso del convegno “Silenzio e maldicenza: non sparlare degli altri”, ospitato all’Aquila, al Palazzetto dei Nobili, nel corso della quarta giornata del ventunesimo festival della critica sincera e costruttiva “Il Pianeta Maldicenza”: il primo evento pubblico nell’anno della cultura da Capitale italiana 2026, onorato al meglio con questo evento di alto spessore culturale. A misurarsi con L’Aquila e con la sua singolare tradizione secolare del 21 gennaio, quando colleghi e amici si ritrovano a tavola per eleggere i più linguacciuti, è stato Padre Emiliano Antenucci, rettore del Santuario della Madonna del Silenzio di Avezzano: il frate cappuccino, divulgatore e autore di numerosi libri tra cui un eloquente “Non sparlare degli altri”, con prefazione di Papa Francesco, ha avuto il compito di “processare” la maldicenza aquilana, in un dibattito colto e appassionante con alfieri dell’usanza cittadina che sostenevano le tesi opposte. All’evento ha fatto seguito la cena d’accoglienza del Festival presso l’Istituto Alberghiero Ipsiasar, con un raffinato menù preparato e servito dagli allievi. “Ogni parola non è solo informativa, ma performativa – ha detto Padre Emiliano – Può avere perfino effetti terapeutici, ma, al contrario, tutte le volte che sparlo sporco il mondo: un conto è la constatazione di qualcosa, un conto la fantasia negativa”, ha ammonito. Secondo il religioso, “più che la maldicenza, bisognerebbe coltivare la benedicenza; più che l’invidia, servirebbe ammirazione; più che il malocchio, il bellocchio verso gli altri”. Il sacerdote e agnesino doc Don Renzo D’Ascenzo, padre spirituale della Confraternita dei “devoti” della Santa, tra virgolette proprio per evitare fraintendimenti, ha chiarito la sua posizione a metà tra i maldicenti, nell’accezione positiva aquilana, e il peccato costituito nella dottrina dal gossip. “Tenere a freno la lingua è il frutto di un apprendistato notevole – ha fatto notare – La nostra maldicenza, quella che viene praticata all’Aquila, non intende sporcare gli altri, ma accusare il male che distrugge le nostre relazioni”, ha aggiunto in risposta alle osservazioni del “collega” Antenucci. Il moderatore Demetrio Moretti ha ribadito la distinzione – fondamentale per ogni agnesino che si rispetti – tra “dire male” e “dire il male”: “La seconda accezione non intende far del male a una persona, ma dire quello che, secondo te, non va: questo può portare al chiarimento ed essere positivo per il futuro”. Coinvolgente e interattiva, grazie a slide con contenuti arricchiti dalle risposte dei telefonini dei presenti, la lezione di Rita Roncone, professoressa ordinaria di Psichiatria dell’Università dell’Aquila. “Attraverso la parola, nel cervello si accendono aree della comprensione e si spengono quelle della sofferenza – ha detto in premessa – La solitudine rappresenta un fattore di rischio mortalità, perciò non esageriamo con il silenzio! Dobbiamo connetterci agli altri, siamo fatti per questo”. Parlando del concetto di gossip, la docente ha fatto notare che esso rappresenta un “meccanismo di controllo sociale informale contro chi approfitta della comunità senza contribuire”. La maldicenza sana, in sostanza, “mina la reputazione di qualcuno che, informato di questo, cerca di recuperare: il pettegolezzo pro sociale può scoraggiare l’egoismo e promuovere la cooperazione”. Una dinamica che, ha precisato Roncone, “può funzionare, tuttavia, solo in una città di provincia, dove tutti sanno tutto di tutti: pensate a organizzare una Sant’Agnese a Milano, dove non ci si conosce neanche sullo stesso pianerottolo!”. Un pericolo a questa pratica positiva può essere costituito, ha concluso, “dai social network: qui le cose cambiano, c’è assenza di reciprocità immediata, persistenza dei contenuti nel tempo, amplificazione del pubblico da una piccola platea a una indefinita, e anche una ridotta responsabilità percepita”. Per questi e altri elementi, in base agli studi “il gossip mediato dalla tecnologia è, all’opposto, un grave fattore di rischio per la salute mentale”. A difesa della tradizione anche il presidente dei “Devoti”, il giornalista e scrittore Angelo De Nicola. “Sant’Agnese la facciamo da secoli, i nonni non tramanderebbero mai ai nipoti qualcosa di negativo”, ha fatto notare in premessa. “La maldicenza in senso originale è un peccato e per di più rovina i rapporti: insomma, rappresenta una barriera religiosa e sociale. La critica e satira costruttiva, invece, prevedono un uso giusto delle parole: dire il male è chiamare il male per nome”. Secondo l’autore, “se il pettegolezzo becero è assai comodo, al contrario la nostra maldicenza è parecchio scomoda: la tradizione esige satira e critica sempre in presenza”. Una “lencuata” anche al più volte citato silenzio che, ha evidenziato De Nicola, “può diventare complicità se lascia correre il male e copre i torti”. Le caratteristiche della maldicenza doc, ha concluso, devono essere quattro: “Primo, una verità verificabile; secondo, una finalità correttiva; terzo, la responsabilità di metterci la faccia; quarto, il rispetto della persona”. Tesi che hanno convinto solo in parte Padre Emiliano, che nel tirare le somme è tornato a battere sul concetto di silenzio: “Non a caso, l’Abruzzo è la regione con più eremi al mondo dopo il Tibet e la Cappadocia! La schiettezza, la correzione fraterna, vanno bene- la sua apertura-. Dopotutto, il Vangelo è anche annunciare il bene e denunciare il male. Ci vogliono sorriso, ironia e umorismo per superare le pestilenze; la chiave è sorridere e mai deridere gli altri”.
Geolinguistica, dialetti e nuove tecnologie: all’Aquila il primo grande evento accademico di “Capitale italiana della cultura 2026” L’AQUILA – Sarà il Convegno internazionale “Geolinguistica, dialettologia e digitalizzazione: esperienze a confronto”, in programma il 15 e 16 gennaio presso il Centro congressi universitario “Luigi Zordan”, in piazza San Basilio, ad aprire simbolicamente il calendario dei grandi appuntamenti accademici di “L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026. Un evento di altissimo profilo scientifico, inserito nel programma del 21.mo Festival “Il Pianeta Maldicenza”, che pone il capoluogo abruzzese al centro del dibattito europeo sulla documentazione e la valorizzazione delle lingue locali e minoritarie, con contributi provenienti non solo dall’Italia ma anche da Germania, Spagna e Croazia. Due giornate di studio che offriranno una panoramica ampia e aggiornata sulle principali esperienze di geolinguistica e dialettologia, con particolare attenzione all’impiego delle tecnologie digitali nella raccolta, gestione e archiviazione dei dati linguistici.
Il Convegno affronterà sia le grandi opere del passato oggi in fase di digitalizzazione- come l’Atlante Linguistico Mediterraneo (ALM), l’Atlante Linguistico Italiano (ALI) e l’Atlante Storico Linguistico Etnografico Friulano (ASLEF)- sia i progetti più recenti, nati direttamente in ambiente digitale, restituendo un quadro estremamente dinamico e innovativo della ricerca linguistica contemporanea.
Momento centrale dei lavori sarà la presentazione della nuova versione multimediale dell’Atlante Linguistico ed Etnografico Informatizzato della Conca Aquilana (ALEICA), a cura di Francesco Avolio, docente del Dipartimento di Scienze Umane e organizzatore del Convegno, insieme a Giovanni De Gasperis. L’ALEICA raccoglie oltre cento carte che documentano nel dettaglio la straordinaria varietà dialettale della Conca Aquilana e che nel 2026 vedrà la pubblicazione anche in una versione cartacea tradizionale, rafforzando ulteriormente il legame tra ricerca, territorio e identità culturale.
Ad aprire la prima giornata, il 15 gennaio, saranno i saluti istituzionali del Magnifico Rettore dell’Università dell’Aquila, Fabio Graziosi, del vicedirettore del Dipartimento di Scienze Umane, Alessandro Vaccarelli e di Teresa Nocita, responsabile del Laboratorio di Digital Humnities. Seguirà un focus dedicato alle numerose iniziative di recupero e valorizzazione dei dialetti locali promosse all’Aquila e nel suo territorio: ne discuteranno Angelo De Nicola, presidente del Comitato Sant’Agnese, Domenico Fusari per l’UNPLI, Giuseppe Placidi, presidente delle ACLI d’Abruzzo, impegnate da quattro anni nel Concorso per cori dialettali “Jamo alla scòla” diffuso nelle scuole della regione e Antonio Fruci, fondatore di “elleapostrofoa.com”.
Il Convegno rappresenta così il primo grande evento accademico del percorso verso L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026, confermando il ruolo dell’Università e della ricerca scientifica come motore fondamentale di una visione culturale che intreccia memoria, innovazione e futuro. L’Aquila, li 13 gennaio 2026