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La Missione di Celestino - Parte II, Cap. 15

Un romanzo di Angelo De Nicola

La missione di Celestino


«Non ricordavo che cicoria e patate fosse così buona» disse il signor Giacomo dopo essere salito a cavalcioni di uno dei due vetusti leoni in pietra posti all’ingresso, come a guardia, della chiesa di San Pietro.
«E’ la migliore del mondo, gliel’ho detto» rispose il sovrintendente accovacciato, sugli scalini tra i due leoni.
«Sempre uno splendido riflesso della luce, qui, in questa piazza».
«E tra le più belle del mondo, per me».
«Sta cercando di far salire le quotazioni del suo quartiere? Piuttosto, che dice la sua scheda sul monastero di San Basilio?».
«Allora... leggo: “Per risalire presumibilmente all’epoca della fondazione del monastero di San Basilio, dobbiamo riferirci ad alcune circostanze storiche. Si sa per certo che, già nel 496, esisteva in località ‘Villa di Acquili’ (il primo nucleo della futura città) un monastero femminile, intitolato a San Basilio, probabilmente fondato da Sant’Equizio, monaco molto noto per santità ed austerità di vita”...».
«Sant’Equizio... Questo nome non mi è nuovo».
«Un piccolo sforzo di memoria e ci arriva facilmente».
«Tra tutti questi nomi di santi mi perdo...».
«Era sulla croce».
«Ero rimasto a Cristo...».
«La croce sul Gran Sasso!!!».
«Ah, sì, Ora ricordo. Una delle quattro immagini sulla croce. Uno dei quattro santi protettori della città. Ci sono. Prosegua...».
«Vado: “...Le notizie che abbiamo di questo santo fondatore di monasteri, sono molte scarse ma è storicamente certo che egli già godeva di vasta notorietà, ancora prima che San Benedetto da Norcia fondasse il suo celebre Ordine. Infatti, si ritiene che tra il 571-574, epoca delle invasioni Longobarde della Provincia Valeria, Sant’Equizio era già morto e i suoi monaci accorrevano presso la sua tomba in San Lorenzo di Pizzoli, per invocarlo contro le invasioni dei barbari...».
«Le invasioni dei barbari. Siamo in tema, mi sembra».
«... “Secondo qualche storico, pare che Papa Gregorio Magno, fosse appartenuto nei primi anni della sua vita di formazione ecclesiastica, proprio all’Ordine Equiziano. La circostanza è confortata dal fatto che il grande pontefice dimostra di conoscerlo bene, tanto che, nel 593, nei suoi ‘Dialoghi’ tesse un caloroso elogio di Sant’Equizio, esaltandone la santità della sua vita. Questa circostanza, potrebbe, in qualche modo avvalorare la suddetta ipotesi. Un’altra ipotesi della probabile lontana origine equiziana del monastero San Basilio, potrebbe essere quella che, in esso vengono tuttora custodite gran parte delle ossa del corpo di San Germano dietro l’altare dedicato a questo frate mendicante e portinaio dell’antico monastero equiziano. Contrastanti sono quindi le ipotesi che sono state fatte sulle origini storiche del suddetto monastero. Lo storico Gallonio lo disse edificato da Sant’Equizio, mentre il monaco benedettino Matteo Laurenti di San Salvatore de Castelli, fa risalire la data di edificazione, al tempo di Papa Giovanni XXII (1320)...».
«Aspetti, aspetti... Ha detto papa ventiduesimo? Cioè per arrivare a Papa Giovanni XXIII sono passati seicento anni!».
«Non avevo mai pensato a questo lungo ”silenzio” sul nome di Giovanni. Un po’ come per il nome di Celestino».
«Su Celestino il silenzio è rimasto: non ci sarà mai un Celestino VI».
«Allora, dicevo: “...Dal 1320 le notizie sul monastero di San Basilio cominciano ad essere più precise. In effetti proprio da questo anno il Capitolo di San Pietro in Roma fece dono ad alcune donne e precisamente a Francesca di Giovanni di Camorrassale; Paola di Giovanni di Gregorio, Maria di Marino; Petruccia di Tommaso e Lia di Lalle, tutte nobildonne cittadine, di una casa ed un terreno adiacente, per ricostruire presso le mura di cinta della città, un monastero sotto il titolo di San Basilio per professarvi la Regola Benedettina. Tale monastero fu detto ‘della povera vita’. Esso con l’andar degli anni ebbe una posizione di preminenza; anche perché godeva del supporto di facoltose e rispettabili famiglie della città; furono infatti, ad esso elargiti numerosi ‘legati’ sia religiosi che civili...”».
«Sì, ma che c’entra con Celestino?».
«Ci sto arrivando. Ecco: “...Quando il monaco Pietro Angeleri di Isernia, con il consenso del suo abate, si ritirò sull’eremo di Santo Spirito, pensò di istituire una nuova congregazione ‘riformata’ che seguisse più strettamente la Regola di San Benedetto. L’ordine fu approvato con Breve di Papa Urbano IV nel 1274. In seguito ai noti fatti storici susseguitesi alla morte del Papa Niccolò IV ed al deludente ed interminabile conclave di Perugia, per la elezione del successore, fu chiamato ed eletto al soglio pontificio Pietro eremita del Morrone che prese il nome di Celestino V...”».
«Ancora? E’ storia nota!».
«Sì, ma se lei vuole che io le legga la scheda, devo anche seguirne il filo logico. La scheda parla del monastero, non di Celestino V!»
«Scusi. Prosegua...».
«... “La Congregazione riformata fondata dall’Angeleri fu detta perciò dei ”Celestini”. Molti monasteri maschili seguirono l’obbedienza ”riformata”. Notizie storicamente certe ci fanno sapere che il monastero di San Basilio aveva raggiunto una posizione di grande prestigio cittadino; infatti esso fu scelto a luogo di riposo della nobildonna italo-spagnola Maria Perecia Camponeschi, nonna di Papa Paolo IV, nella circostanza della morte del marito Lalle Camponeschi, patrizio cittadino, Conte di Montorio. Esso inoltre fu incluso nell’itinerario della Regina Giovanna d’Aragona, in occasione di una visita nella città, nell’anno 1493. Godeva, altresì, della ”protezione” tutta particolare, personalmente accordata, dalla Governatrice Margherita D’Austria, residente in città appunto nel palazzo Margherita, attuale sede del Comune. Furono secoli di ferventi attività spirituale ed educativa per il monastero; fiorenti erano le vocazioni; la Comunità era molto numerosa; e venivano eseguiti in esso lavori vari socialmente utili e pur nella stretta applicazione della Regola Benedettina ‘Ora et Labora’, vivevano e vivono tuttora di preghiera e di lavoro”».
«Stringa, però...».
«Arrivo... “Verso la fine del 1500, molti monasteri benedettini di vita contemplativa femminili esistenti in questa città, passarono alla osservanza Celestina: San Basilio, Sant’Agnese (l’antico Ospedale cittadino); Santa Maria dei Raccomandati (in corso Vittorio Emanuele già sede del Comune), Santa Croce in Gerusalemme, in via Roma; Santa Maria Maddalena sito nell’antico rione di Santa Maria di Farfa. Con tale atto optativo le suddette comunità femminili, pur rimanendo fedeli alla Regola Benedettina, cambiarono le ‘costituzioni’, adottando l’abito dell’ordine Celestino, passando così, sotto la giurisdizione dell’Abate mitrato di Santa Maria di Collemaggio».
«Certo che l’influenza di Celestino dovette essere pervadente...».
«Ho quasi finito. “...Una dura prova di sopravvivenza attendevano non solo il monastero di San Basilio, ma anche tutti gli altri Ordini religiosi esistenti nella città. Una ventata di politica massonica segnò la fine di tali fiorenti e prestigiose istituzioni; fino allora rinomati centri di formazione oltreché religiosa, anche civile. Infatti durante la prima guerra mondiale, moltissimi monasteri maschili e femminili furono soppressi, tra i quali quello di San Basilio e tutti gli altri benedettini. Le Claustrali di San Basilio, cacciate via dalla propria casa, provvisoriamente furono ospitate, in tutta fretta, in baracche situate dentro il grande orto del Monastero di Santa Maria Maddalena, nei pressi del rione di Santa Maria di Farfa. Quando, però, lo stesso provvedimento di espulsione colpi anche quel monastero, le monache dovettero trovare riparo, alcune, in baracche dentro l’orto della famiglia Cipolloni, nei pressi della Villa Comunale, altre, invece si trasferirono in un monastero benedettino in Cittaducale; altre tornarono in seno alle proprie famiglie. Solo nel 1932, per interessamento dell’allora arcivescovo Gaudenzio Mannelli, si poté ottenere la restituzione, dietro regolare pagamento del corrispondente prezzo del mercato di allora, di una parte del monastero, la più deteriorata, e così le monache poterono rientrare in possesso della propria casa e riprendere piano piano la propria vita. Delle Comunità femminili dell’Ordine Benedettino Celestino in Italia, era rimasto solo quello di San Basilio e quello di San Ruggero a Barletta, in Puglia. Da San Basilio, però, proprio per scongiurare l’estinzione, nacque un altra Comunità e precisamente quella di Castellana Grotte, Monastero dell’Immacolata (Bari). Ultimamente con grandi sacrifici e pericoli di ogni genere, il monastero di San Basilio ha dato vita ad una nuova Comunità di monache claustrali in terra di missione nella Repubblica Centrafricana in Bangui, sotto il titolo di: ‘Monastero San Pietro Celestino’, con promettenti frutti di vocazioni. E così lo Spirito di Papa Celestino V ha varcato i mari e alcune giovani sono già in attesa di consacrarsi definitivamente a Dio».
«Ancora la questione missionaria... Stavolta in Africa. Dunque, ci siamo. Siamo dove la nostra amica ci ha voluto portare».
«Ne è sicuro?».
«Sono certissimo».
«Ed ha ragione. La nostra amica mi ha dato la conferma».
«Come?».
«Sì, è tornata a scrivermi, proprio la notte scorsa».
«Dante, scommetto. Perché non me lo ha detto?».
«Perché volevo vedere se lei ci arrivava ugualmente?».
«Oh bella! Si prende gioco di me facendomi dei test».
«No, volevo una controprova e, perciò, non volevo influenzarla».
«Dante?».
«Esatto».
«Divina Commedia?».
«Sì. Canto XXXI del Purgatorio. La terzina è:
“Con men di resistenza si di barba
robusto cerro, o vero al nostral vento
o vero a quel de la terra di Iarba”».
«E l’Africa che c’entra?».
«La terzina significa che un albero robusto si svelle dalle sue radici, opponendo meno resistenza, sia ai colpi del vento di tramontana sia a quelli del vento di libeccio che spira dalla Libia, un tempo regnata da Iarba, leggendario re dei Getuli e dei Mauritani, che amò senza fortuna Didone. Libia, Africa: il collegamento è automatico».
«Più o meno un cruciverba».
«Non era difficile arrivarci»
«Se lo dice lei. E al monastero, come ci si arriva?».
«Da qui sono due passi».


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