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UNA DICHIARAZIONE D'AMORE

La Maschera di Celestino
di Francesco Ortu


Chi dice che un romanzo di spionaggio debba essere ambientato tra i grattacieli americani e non in una città che vede la luce nel 1200?

Se nessuno finora ha mai pensato che un romanzo in pieno stile Frederick Forsyth nel "Giorno dello sciacallo" potesse essere ambientato in una città come L'Aquila, oggi, Angelo De Nicola, con il suo ultimo lavoro, ci dimostra mirabilmente il contrario. Nella "Maschera di Celestino", infatti, l'autore fa vivere ai propri personaggi, due persone comuni che nulla hanno di "hollywoodiano", un'avventura rocambolesca piena di suspense e sorprese.

Sullo sfondo di una Perdonanza in pieno "work in progress", nella quale si vive la gioia e la tensione di una visita papale, i nostri due eroi si imbattono in un misterioso quanto intelligente nemico che dissemina messaggi cifrati in giro per la città, proprio in quei luoghi a noi così familiari che spesso, si perdoni la citazione dallo stesso autore, "diventano parte integrante del paesaggio".

Insomma, è come se uno dei sofisticati assassini di Faletti, per citare un autore recente, avesse deciso di mettere in subbuglio una città tranquilla come L'Aquila, paventando un attentato al Papa proprio nel momento culminante della Perdonanza Celestiniana, l'apertura della Porta Santa.

L'autore si diverte a muovere le proprie pedine nello scacchiere cittadino in uno stile accattivante e coinvolgente che non si dilunga in spiegazioni di natura storica che, alla lunga, potrebbero annoiare il lettore.
Anzi, spesse volte sono proprio i due personaggi ad autocensurare reciprocamente le proprie lungaggini.

Ma la storia in sé è solo un astuto pretesto per raccontare una città bellissima, spesso ingiustamente denigrata, e stendere le lodi del suo simbolo più importante, quel Papa Santo tacciato di vigliaccheria che da anni la cittadinanza venera e sostiene e che vive in questo periodo una vera e propria riscoperta non solo storica.

"Come può un vigliacco diventare santo?"
E' la domanda che si pone dubbioso uno dei due protagonisti e che serve da fondamenta a tutto l'impianto della storia raccontata nel libro.

A ben vedere lo scopo, non tanto celato, dell'opera è duplice.
Da un lato l'autore mira a rivalutare una città che spesso viene considerata solo come una città di "studenti e militari" e che invece ha ben 800 anni di storia da raccontare e da mostrare.
Un invito per i cittadini a vedere ed ammirare di più la città ed un monito per quelle persone che spesso criticano cose e persone senza averne cognizione di causa Dall'altro lato esaltare le virtù di uomo di pace e di santità dell'eremita Pietro Angelerio, meglio conosciuto come Papa Celestino V.

Si ripercorre a ritroso la vita di del Papa del dantesco "gran rifiuto" e del messagio di pace racchiuso nella Bolla custodita oggi dal Comune di L'Aquila, un messaggio così moderno ed attuale che al tempo costò lui addirittura la prigionia.

Per anni si è cercato di nascondere, di esautorare, di far dimenticare una figura scomoda, un Papa che di fronte alla corruzione della Chiesa, decide di lasciare la sua altissima carica e tornare alle proprie montagne seguendo l'esempio di San Francesco. Oggi però la sua immagine riemerge, anche grazie a questo libro, imponente e ricca di intensi significati di pace e perdono, resi ancora più attuali dal periodo di grande tensione a livello internazionale che oggi viviamo.

Tornando all'opera, se è vero che ogni scrittore per scrivere un buon libro deve usare il cuore prima della penna, si evince chiaramente che De Nicola lancia alla propria città una dichiarazione d'amore vera e propria, invitandoci a riflettere sul fatto che, se viviamo nell'unica città al mondo ad avere una Porta Santa, per forza la nostra città deve avere qualcosa di magico, speciale ed affascinante da raccontare.
Francesco Ortu




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