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"HO VENDUTO MIA FIGLIA PER NON UCCIDERLA"



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AVEZZANO (L'Aquila) - Se i suoi "amici" non avessero insistito per guadagnare due soldi con quella gravidanza indesiderata, se ne sarebbe di sicuro disfatta: "L'avrei gettato nel cassonetto". È figlia di un ambiente degradato e di emarginazione la vicenda che ha sconvolto la Marsica della vendita, su "prenotazione" per la somma di mille euro, ad una benestante coppia sterile di una bellissima bimba dagli occhi azzurri che, oggi, ha 2 anni e mezzo. Una bimba che, oggi, tutti cercano di proteggere ma che, inevitabilmente, è infilata in un tunnel. La piccola, infatti, vive tuttora spensierata nell'abitazione dei suoi genitori "adottivi" raggiunti da un provvedimento cautelare (l'obbligo di dimora) perchè accusati di un reato gravissimo ("alterazione dello Stato civile") per il quale si rischia una condanna fino a 15 anni di galera.

Il padre "adottivo", un impiegato marsicano, dopo essere stato contattato da due intermediari (un operaio 57enne avezzanese ed una russa 45enne, entrambi finiti in carcere) ha "acquistato" la bambina partorita da una 38enne "ballerina" di un night, anche lei russa, una della tante ragazze che dall'Est arrivano nella Marsica col sogno di una vita diversa e che invece restano infognate nello squallore della prostituzione. L'uomo, sfidando anche i benpensanti, s'è recato presso l'Ufficio anagrafe del Municipio di Celano ed ha registrato regolarmente la bambina riconoscendola come propria: un'operazione facile facile sulla quale ora gli inquirenti vogliono vederci chiaro.

Era il luglio del 2002. La piccola non ha conosciuto la madre naturale ma quelli che sono diventati a tutti gli effetti i suoi genitori. Che l'hanno ricoperta di affetto e attenzioni. E che, ora, con tutta probabilità, perderanno la "loro" figlia perchè è scattata presso il Tribunale dei Minori la procedura per l'affidamento. "Sradicarla da quella che è la sua famiglia le provocherebbe un trauma- ha confermato ieri i timori Augusto Paris, neuropsichiatra infantile dell'ospedale di Avezzano-. Spero che non sia affidata ad un istituto ma ad una persona che sappia sostituire la madre "adottiva"".

La squallida vicenda non sarebbe stata forse scoperto se in un'inchiesta dei carabinieri di Avezzano coordinati dal tenente Giancarlo Santagata sull'immigrazione clandestina in Marsica, non fossero saltate fuori alcune intercettazioni su una compravendita di neonati. E' scattata un'indagine parallela che, per ora, ha escluso l'esistenza di un traffico di bambini: il caso sarebbe isolato hanno precisato ieri gli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore di Avezzano, Stefano Gallo, che s'apprestano ad affrontare un'inchiesta, delicata e dai risvolti penosissimi, i cui interrogatori iniziano stamane. Non è infatti isolato il dramma dei bambini: l'intermediaria russa, raggiunta dall'ordine di custodia cautelare mentre era agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sull'immigrazione clandestina, è madre di una bimba di 3 anni. Che è già stata dichiarata adottabile e attualmente si trova in un istituto.