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Il Messaggero
"Il Messaggero" 20-5-2000
NOZZE MISTICHE CON STUPRI



L'articolo viene "oscurato", in data 4 aprile 2008, su richiesta dell'avvocato Vincenzo Alessandro Ciucci

<%--L'AQUILA - La setta le chiamava "nozze mistiche per purificarsi dai peccati del mondo"; secondo gli investigatori, quei "riti" non erano altro che abusi ed addirittura violenze carnali tanto che anche il Vaticano, da due anni, sta cercando di vederci chiaro. Il movimento religioso antiabortista dell'Aquila, "Armata Bianca", ed il suo enigmatico leader, il frate cappuccino ed esorcista padre Andrea D'Ascanio, sono di nuovo nella bufera. All'alba di ieri, i carabinieri dell'Aquila, su disposizione del Procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, hanno fatto scattare una raffica di perquisizioni nella sede dell'Armata Bianca, nell'abitazione del frate ed in altre località italiane. Nove le persone indagate, tra le quali, oltre a padre Andrea, almeno un altro religioso (padre Giovanni Antenucci, ordinato sacerdote in Polonia), due studentesse di 22 e 28 anni e, pare, alcuni professionisti molto in vista nel capoluogo abruzzese.

Dall'assoluto riserbo degli investigatori è trapelato che l'accusa principale parla di associazione per delinquere finalizzata alla violenza privata ed all'abuso sessuale. Pesantissimo sospetto che non sarebbe contestato a tutti gli indagati. Reato gravissimo che aveva fatto ipotizzare (voce subito smentita) provvedimenti restrittivi. Strane "nozze mistiche" sulle quale sta indagando, almeno da due anni, anche il Vaticano che, non è un mistero, non ha mai voluto riconoscere il "Movimento per la vita Armata bianca" (nome che deriva dal fatto che era nata per "opporsi" all'Armata Rossa sovietica con lo scopo di diffondere il Vangelo proprio nell'ex Urss).

E che ci sia un'indagine della Santa Sede, lo ha confermato ieri l'arcivescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari: "Sull'inchiesta della magistratura- ha dichiarato il prelato al Messaggero- non posso e non voglio entrare nel merito. Posso solo dire che qualcuno al di sopra di me sta indagando da due anni su questa vicenda e presto si farà piena luce. Solo allora potrò esprimermi". Due anni fa, appunto. A quel tempo, infatti, risalirebbe la prima denuncia di una adepta del Movimento. La donna, sconvolta dai raggiri e dagli abusi sessuali, si sarebbe confidata con un religioso. La Chiesa aquilana avrebbe avviato l'iter di indagine interna. Un iter che forse la presunta vittima ha giudicato troppo lungo.

Così, la questione è finita alla Procura della Repubblica che ha fatto scattare l'inchiesta. Ci sarebbero fiumi di intercettazioni telefoniche e numerose testimonianze. Sospetti ai quali gli investigatori hanno cercato puntelli nelle perquisizioni scattate ieri: i carabinieri hanno portato via dalla sede dell'Armata, nel convento di Sant'Appollonia, vari scatoloni di documenti, filmati, nonchè una serie di rosari e opuscoli sulle apparizioni della Madonna. Perquisizioni sulle quali ha espresso sorpresa ed incredulità, anche per le modalità con cui sono state effettuate, uno dei legali che difende gli indagati. "La perquisizione dovrebbe essere orientata- ha detto l'avvocato Claudio Cagnoli, del foro dell'Aquila- al corpo di reato o a cose pertinenti il reato, invece gli investigatori hanno orientato i loro interessi su tutto sequestrando del materiale che non so quale pertinenza possa avere con l'inchiesta".

Le indagini non avrebbero, invece, alcun collegamento con la questione della sepoltura dei resti abortivi, pratica per la quale l'Armata è stata più volte al centro delle cronache. Così come è avvenuto di recente anche a Vercelli e Novara. In particolare in quest'ultima città c'è un nucleo particolarmente attivo dell'Armata, che in tre anni ha effettuato quasi duemila funerali ai resti degli aborti altrimenti destinati all'inceneritore. Ma il Movimento ha adepti in tutta Italia ed anche all'estero. Ieri pomeriggio, ad esempio, dinanzi alla sede, c'era anche una dottoressa tedesca giunta 5 anni fa da Monaco dopo aver sentito parlare di Padre Andrea. Christa Wisenberg, 55 anni, con un figlio che sta facendo il noviziato nei "Legionari di Cristo", ha raccontato di aver lasciato l'Università di Monaco per venire a lavorare gratuitamente all'Aquila in cambio di un pasto, un letto "e la pace del cuore". Per lei "sono tutte fandonie, quelle circolate su Padre Andrea: lui è un uomo eccezionale- ha detto-. Non avrei lasciato la Germania per venire a trovare cose squallide come quelle che gli si attribuiscono". Lui, padre Andrea, è irreperibile.--%>




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