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IL MATRIMONIO DELLA RAMPOLLA SFRATTA PER UN GIORNO LA REGIONE



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L'AQUILA - La secolare tradizione va mantenuta, a costo di dover "sfrattare" gli uffici della Giunta regionale. Muzio Centi Colella, aquilano doc che a Roma è un affermato avvocato, non avrebbe mai potuto permettere che la sua prediletta figliola, la ventiseienne Vivien, non mantenesse la tradizione di famiglia. Quella secondo la quale i propri membri si sposano nelle sale baroccheggianti del palazzo gentilizio noto, appunto, come palazzo Centi, da qualche anno sede di rappresentanza della Giunta regionale. E non poteva essere altrimenti visto che la leggenda narra che quel bellissimo palazzo fu costruito proprio perchè il capostipite Lorenzo Centi, per fare breccia nel cuore (e nel portafoglio) della più altolocata famiglia Dragonetti, volle dimostrarsi capace di una così rilevante impresa.

Così, per le nozze fissate per domenica prossima tra la graziosa avvocatessa Vivien e l'ingegnere romano Vittorio Carducci, 28 anni, l'avvocato Centi Colella ha chiesto ed ottenuto dalla Giunta regionale di poter utilizzare l'ala nobile del "suo" Palazzo. La richiesta, mesi fa, ha creato non pochi imbarazzi. Poi, però, studiato un regolare contratto (con tanto di delibera di Giunta) che definisse ogni minimo aspetto di una questione per molti versi delicati, il presidente Antonio Falconio ha dato il via libera in considerazione anche di qualche cortese "consiglio" venuto da Roma (si parla addirittura di un interessamento del presidente del Consiglio Romano Prodi). D'altra parte la richiesta, seppur singolare, era pienamente legittima visto anche che il contratto di locazione dell'immobile (per svariati milioni al mese) prevede una simile eventualità.

In ogni caso, la famiglia Centi Colella, impegnandosi a detrarre dall'affitto i tre giorni necessari (da venerdì a domenica) all'operazione-nozze, si è accollata le spese: per gli straordinari del servizio di vigilanza; per il trasloco delle carte e documenti contenuti nei vari uffici interessati (quelli del vice-presidente di Giunta, della segreteria di presidenza, della segreteria operativa e della segreteria del presidente della Giunta); per una robusta "rinfrescata" agli arredi (tende, arazzi, mobilio, poltrone, e quant'altro) dell'ala nobile della struttura che una volta ospitava il dedalo dei salotti.

In quelle stanze, domenica, i duecento invitati respireranno un'atmosfera di altri tempi. Dopo la funzione nella bellissima chiesa di Santa Giusta (posta proprio di fronte all'ingresso principale di palazzo Centi, in uno degli spaccati più medioevali del centro storico) il banchetto sarà servito all'interno della sontuosa "sala rossa". Il pranzo, dal "menù molto semplice, con piatti locali e vini abruzzesi" come ci tengono a precisare dalla famiglia Centi Colella, sarà preparato e servito da una nota ditta di "catering", specializzata in banchetti a domicilio. "Non capisco tutto questo interesse" ha commentato la futura sposa Vivien, forse preoccupata che il suo matrimonio finisca ancora di più (se possibile) al centro dell'attenzione.