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Libro di pace? Guida turistica? Guida gastronomica?

La missione di Celestino
di DANIELA COLAIANNI


Innumerevoli le chiavi di lettura, tanti i messaggi... Come in un classico, aprendolo, ognuno pu˛ trovarvi la risposta che al momento cerca. La scusa? Un thriller. Nella seconda parte il libro cresce, evolve, si innalza anche nel bello scrivere. Il pregio? La puntuale ricerca storica resa tanto leggera e fluida da non sembrare tale.

Tanti gli intenti dell'Autore, tanti i percorsi di conoscenza inviati al lettore. Libro di pace? Guida turistica? Guida gastronomica?

Elemento trasversale di lettura il viaggio: nelle qua e lÓ sapientemente accennate tipicitÓ gastronomiche cittadine aspre e chiuse come la sua gente, difficile da apprezzare se con pazienza non ve se ne entra nel giusto contatto, viaggio pure l'elogio/rimprovero dell'essere "immota" pregio/difetto di unicitÓ, di valore di quel giusto equilibrio tra il dolce della patata e l'amaro della cicoria di campo. Viaggio anche il tour che lo storico compie e invita a compiere nella fusione costante dei quattro elementi naturali aria, acqua, terra e fuoco che, ricorrendosi, portano alla scoperta di cibi, paesaggi, passaggi storico-letterari talmente tanto nudi e semplici di risultare grandiosi.

Ricostruire l'ologramma Ŕ cosa ardua... Come in un quadro, in primo piano, la narrazione di pace, l'appago. Questa forte valenza, ignara forse anche all'Autore, Ŕ ci˛ che maggiormente colpisce. Ognuno pu˛ trovarne pace, placo interiore, risposte nei momenti di disagio... A conferma l'evangalizzazione come chiusa.

Come un mosaico bizantino la parte storica occupa il secondo piano.

Il dialogo fitto, estremamente sistematico e ripetitivo della prima parte, pur mantenendo il "lei" diventa sfondo assumendo toni e dinamiche di una consolidata comunicazione coniugale diretta, veloce, critica ma al contempo complice anche nella protezione delle debolezze dell'altro.
21 aprile 2006
Daniela Colaianni




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