Il romanzo “La missione di Celestino” – Capitolo 13 (Parte Seconda)

Il Cardinale Matteo Rosso Orsini (Roma1230 circa – Roma1305)
 

«Avrei dovuto pensarci subito. Ci sarei dovuto arrivare subito. Ed invece sono stato sulle mie sudate carte per giorni e giorni. Ma credo di essere arrivato a scoprire il nostro monastero. Venga, andiamo a fare un giro».
«Crede? Oh bella! Al telefono è stato categorico, altrimenti io non sarei ancora qui dopo aver, per giunta, chiesto altri due giorni di ferie- disse il signor Giacomo che stava aspettando il sovrintendente nella hall dell’albergo-. Ha tre giorni di tempo: oggi, domani e domenica: poi con me ha chiuso. Non ne posso più».
«Avevo la soluzione sotto il naso. Come ho fatto a non arrivarci subito».
«Suvvia, mi dica di quale monastero si tratta».
«Aspetti. Prima le devo parlare di un’altra scoperta. Si tratta del “gran rifiuto”!». …

Leggi tutto

Il romanzo “La missione di Celestino” – Capitolo 12 (Parte Seconda)

Giovanni Paolo II nella sua visita al Santuario della Madonna di Roio (L’Aquila) il 30 agosto del 1980

«Monastero? Sovrintendente, possibile che a lei non è venuto in mente nulla?».
I due, la sera precedente, avevano discusso a lungo su quello strano, ultimo messaggio. Ma senza giungere ad alcuna conclusione. Si erano lasciati a tarda ora: «Vedrà- aveva pronosticato il signor Giacomo- domani mattina l’amica sua ci lascerà qualche altro indizio. Magari un’altra lettera presso la reception a me indirizzata…».
Niente. Rimasti a secco di “messaggi”, il sovrintendente decise di fare una lunga passeggiata «per schiarirsi le idee». Acquistati, in un piccolo alimentari del centro, due pezzi di focaccia all’olio per metterci in mezzo prosciutto crudo e fichi, ed una bottiglia di ottimo Montepulciano, il sovrintendente decise che sulla collina di Roio avrebbero ragionato meglio. «Andiamo sul nostro Calvario» ironizzò il signor Giacomo. …

Leggi tutto

Il romanzo “La missione di Celestino” – Capitolo 11 (Parte Seconda)

Immagine dallo studio fatto da Roberto Paolucci che testimonierebbe la similitudine tra la “trama” del tessuto della Sacra Sindone e quella della facciata in pietra della Basilica di Collemaggio all’Aquila

«Una lettera? Per me? E da chi?».
Il signor Giacomo non riusciva a capacitarsi del fatto che una busta era stata lasciata non si sa da chi, come gli aveva più e più volte spiegato il portiere, sul bancone della reception dell’albergo. Una busta color avorio, chiusa, con una piccola striscia bianca di carta incollata sulla quale era scritto il suo nome e cognome.
«Nessuno sa che sono qui» andava ripetendosi il signor Giacomo. E come presagendo guai, quella busta non l’aveva aperta, girandola e rigirandola tra la mani mentre, sprofondato in una comoda poltrona della hall, aspettava il sovrintendente con il quale aveva appuntamento.
«Buongiorno sovrintendente… Alla buon’ora!».
«Che c’è, la vedo in agitazione, signor Giacomo. Porto sette minuti di ritardo: non credo sia per questo… lei non è mai puntuale!». …

Leggi tutto

Il romanzo “La missione di Celestino” – Capitolo 10 (Parte Seconda)

Inaugurazione, il 18 magio 2005, della Cima Wojtyla sul Gran Sasso a San Pietro della Jenca: a destra il cardinale Josè Saraiva Martins e al centro l’allora arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari (Foto Renato Vitturini)

«Che bello qui. Sembra di essere in Svizzera! Un pugno di case di pietra intorno ad una minuta chiesetta: una specie di presepe».
«Signor Giacomo, secondo lei Giovanni Paolo II andava a scegliersi un postaccio per le sue “scappatelle” in montagna?».
«Mi aveva accennato di questa storia del Papa polacco che amava una chiesetta…».
«Karol Wojtyla venne spessissimo qui in incognito, sostando in preghiera. Come è emerso, questo posto gli piaceva particolarmente. Quando si venne a sapere, gli furono ufficialmente donate le chiavi della chiesetta, nel frattempo risistemata, affinché potesse venire ogniqualvolta volesse».
«Davvero un bel posto. Anche se continuo a non trovare collegamenti con quanto a noi interessa. A meno che lei non abbia una delle sue schede miracolose dove trovare un qualche indizio…». …

Leggi tutto

Il romanzo “La missione di Celestino” – Capitolo 9 (Parte Seconda)

Papa Giovanni Paolo II sul Gran Sasso

«Questa carne alla brace è squisita».
«Signor Giacomo, mi dica quando non l’ho fatta mangiar bene?».
«In effetti, sotto questo profilo, lei è una garanzia: non sbaglia mai un colpo. Sarà l’altura, ma questo agnello è tenero come burro. La padrona della trattoria lo aveva decantato ma avevo pensato alla solita esagerazione dell’oste».
«Vedo che la scalata le ha scatenato l’appetito!».
«Lo spavento me l’aveva tolto completamente».
«Ma ne è valsa la pena!».
«Di sicuro. E non solo per la Croce. Mi ha colpito molto la chiesetta degli alpini a Campo Imperatore».
«Non a caso Giovanni Paolo II venne a benedirne l’inaugurazione nel 1993». …

Leggi tutto

Il romanzo “La missione di Celestino” – Capitolo 8 (Parte Seconda)

La croce sulla cima Giovanni Paolo II sul Gran Sasso (Foto Luca Sette del Cai L’Aquila)

«Cristo! Ma qui è pericoloso, quasi un suicidio. Ho visto la morte in faccia almeno tre volte su quelle maledette creste». Il signor Giacomo aveva lo sguardo terrorizzato. Il relativamente comodo sentiero che parte da Campo Imperatore, a duemila metri di quota, in direzione della vetta di Pizzo Cefalone, a 2.553 metri, ad un certo punto diventa una stradina sospesa tra due strapiombi sulle rocce. Il sovrintendente era sfilato sicuro; lui, invece, aveva dovuto richiamare tutte le proprie energie mentali e, più volte, aveva avuto la forte tentazione di desistere. Ma, ad ogni crisi, vista la difficoltà di girarsi per tornare indietro, aveva optato per il proseguire. Nemmeno lo scenario mozzafiato che s’era aperto, all’improvviso, dallo sperone su cui era stata issata la grande Croce, una sorta di balconata di pietra affacciato sul mondo, riuscì a confortarlo. Anche perché, mentre cercava di affacciarsi per guardare meglio il mondo da quel balcone, fu subito richiamato con un urlo dal sovrintendente («Attenzione, lì c’è uno strapiombo!») che lo fece ritrarre spaventato. …

Leggi tutto

Il romanzo “La missione di Celestino” – Capitolo 7 (Parte Seconda)

Papa Giovanni Paolo II, il 20 giugno 1993, a Campo Imperatore per benedire la piccola chiesetta della Madonna della Neve ricostruita e restaurata dagli Alpini

«C’era proprio bisogno di buttarmi giù da letto? Devo dire alla reception di non passarmi telefonate almeno fino alle 9, soprattutto di un tale che si spaccia per sovrintendente alla Perdonanza. Sono o no in ferie?». Il signor Giacomo, lasciando la hall dell’albergo, a due passi da piazza Duomo, appariva in effetti stralunato. La folta barba arruffata, poi, gli dava un’aria trasandata, più del solito.
«Effettivamente ho esagerato- si scusò il sovrintendente-. Ma è stata talmente la sorpresa che ho subito elaborato un piano. Non era poi così presto…».
«Ma no, erano soltanto le 6 e trenta! Considerando che tra una genziana e l’altra ieri sera abbiamo fatto l’una, ho dormito solo cinque ore. Tenga presente che per essere in forma a me occorrono almeno otto ore di sonno».
«Per la forma intende, ovviamente, quella fisica…».

Leggi tutto

Il romanzo “La missione di Celestino” – Capitolo 6 (Parte Seconda)

La lapide a ricordo di Padre Paolo Sfarra presso il santuario della Madonna di a Roio (L’Aquila)

Il piccolo Santuario, abbagliato dal sole, appariva ancora più raccolto. Più intimo. Il via vai di studenti vocianti dell’ex convento, oggi trasformato in polo universitario, sembrava riecheggiare il via vai dei religiosi che un tempo animavano il colle.
«E’ rimasto in sostanza solo il parroco, uno straniero- disse il sovrintendente al signor Giacomo come proseguendo un discorso avviato, invece, solo nella sua testa-. La comunità delle suore è andata via via assottigliando fin quasi a scomparire».
«Doveva essere un importante polo religioso se il Papa ha scelto questo posto».
«Annesso alla chiesetta, nel Duecento, c’era un ospedale gestito da suore.  …

Leggi tutto

Il romanzo “La missione di Celestino” – Capitolo 5 (Parte Seconda)

Il Parco della Rimembranza a Roio (L’Aquila)

«Andiamo. Vedrà, lì in cima le piacerà» disse il sovrintendente inforcando di nuovo la salita.
«Cosa sono queste piccole croci di ferro qui ai lati?».
«Ricordo dei Caduti di Roio della Prima guerra mondiale. Perciò questo si chiama il ”Parco della Rimembranza”».
«Anche la guerra ci perseguita. Certo che se vuol essere un ricordo, si potrebbe mantenere questo posto in maniera più decente. Mi sembra tutto all’abbandono».
«Ha ragione. Pensi che un mio conoscente, ogni volta che, specie la domenica mattina, lo incrocio lungo la Via Mariana, mi rimprovera di non aver fatto nulla per restituire dignità a questo posto così significativo…».
«Un cimitero di caduti, un parco della rimembranza, alla base del “Calvario bis” della Gerusalemme seconda: tenuto così è uno scandalo!». …

Leggi tutto

Il romanzo “La missione di Celestino” – Capitolo 4 (Parte Seconda)

Il Santuario della Madonna di Roio (L’Aquila)

«”Per Crucem, viator, et Mariam reperies tutam viam”… Sarebbe?- Il signor Giacomo era rimasto col naso all’insù a guardare la facciata del Santuario della Madonna di Roio dove campeggia una scritta in latino- Questa chiesa è davvero graziosa».
«La scritta significa: ”O tu che passi, ricordati che solo amando la Croce e Maria avrai sicura la via”».
«Ancora la croce».
«E ancora Maria. Venga, entriamo. Ci sono delle belle sorprese».
La piccola chiesa accolse i due “pellegrini”come solo alcuni luoghi magici sanno fare. Un luogo piccolo ma “caldo”, con banchi e sedie accalcati verso il transetto.Un quadro sopra l’altare maggiore, raffigurante la visitazione di Maria a Sant’Elisabetta, colpì il signor Giacomo. …

Leggi tutto