


Una giornata intensa, quella di giovedì 27 agosto, ricca di storia, memoria, cultura e musica, nel cuore del Monastero di San Basilio, nel segno della solidarietà verso le Monache Benedettine Celestine.
Alle ore 9.00, la giornata si è aperta con la Santa Messa, celebrata da S.E. il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente Emerito del Dicastero per i Testi Legislativi e Alto Patrono del Sodalizio degli Abruzzesi “San Camillo de Lellis” di Roma.
Alle ore 10.00, al Teatro San Filippo, la tavola rotonda
“Porte attraversate, radici ritrovate: gli Abruzzesi nel mondo tra Perdonanza Celestiniana e L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026”. È stato un momento di confronto dedicato alla memoria dell’emigrazione, all’identità e al legame degli Abruzzesi con la propria terra.
Tra relazioni, testimonianze e collegamenti con le comunità abruzzesi nel mondo, verrà presentata la “Carta degli Abruzzesi nel Mondo”, quale manifesto di memoria, appartenenza, solidarietà e identità.
Alle ore 17.00, al Monastero di San Basilio, spazio alla storia dell’Aquila con
“Immota Manet – Studi e approfondimenti sulla vita di Salvatore Massonio”, storico, letterato e medico tra Cinquecento e Seicento.
Alle ore 19.00, la storia incontrerà la musica con l’Ensemble Concertans, protagonista dell’omaggio
“La musica italiana ai tempi di Salvatore Massonio”, con musiche di Monteverdi, Caccini e Uccellini.
A conclusione della giornata, nel cortile del Monastero, consueto Aperitivo Celestiniano, a cura di Scherza col Cuoco, un ulteriore momento di condivisione e sensibilizzazione per la raccolta fondi a sostegno del Monastero e delle missioni delle Monache Benedettine Celestine intitolate a Celestino V.
Una giornata che ancora una volta mette insieme fede, cultura, memoria, identità e solidarietà, grazie alla partecipazione e alla disponibilità di tante persone e realtà del territorio
L’OMELIA DEL CARDINALE FRANCESCO COCCOPALMERIO

IL CONVEGNO “Porte attraversate, radici ritrovate: gli Abruzzesi nel mondo tra Perdonanza Celestiniana e L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026”








IL REPORTAGE di Giuseppe Palmieri:
“Porte Attraversate, Radici Ritrovate”: le voci degli Abruzzesi nel mondo a L’Aquila
in occasione della 732ª Perdonanza Celestiniana
Al Teatro San Filippo testimonianze e collegamenti dai cinque continenti. Presentata
la “Carta degli Abruzzesi nel Mondo”, documento aperto per rafforzare il legame tra
le comunità dell’emigrazione e la terra d’origine.
L’AQUILA – Porte lasciate alle spalle e radici mai dimenticate. Storie di partenze, sacrifici,
integrazione e ritorni, ma soprattutto la volontà di continuare a sentirsi parte di una stessa
comunità, anche vivendo a migliaia di chilometri dall’Abruzzo.
È stato questo il filo conduttore di “Porte Attraversate, Radici Ritrovate”, l’incontro svoltosi
il 27 agosto scorso al Teatro San Filippo nell’ambito della 732ª Perdonanza Celestiniana,
nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura 2026. Un appuntamento che ha
riunito, in presenza e attraverso collegamenti a distanza, rappresentanti delle associazioni
abruzzesi in Italia e nei cinque continenti.
L’iniziativa, promossa dal professor Giuseppe Santeusanio, presidente del Sodalizio degli
Abruzzesi “San Camillo de Lellis” di Roma, insieme al giornalista e scrittore aquilano
Angelo De Nicola, ha visto come co-organizzatrici numerose associazioni abruzzesi in
Italia e nel mondo. Al centro dell’incontro non soltanto la memoria dell’emigrazione, ma
anche il rapporto presente e futuro tra l’Abruzzo e le sue comunità nel mondo.
Ad aprire e concludere l’incontro è stato il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente
emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e Alto Patrono del Sodalizio degli
Abruzzesi, che in mattinata aveva celebrato la Santa Messa nel Monastero di San Basilio.
Il significato del titolo è emerso soprattutto dalle testimonianze. Le “porte attraversate”
sono quelle delle case lasciate nei paesi d’origine, delle stazioni, dei porti, delle navi e dei
treni, delle fabbriche, delle miniere e dei cantieri nei quali generazioni di abruzzesi hanno
iniziato una nuova vita. Le “radici ritrovate” sono invece custodite nei racconti familiari, nel
nome di un paese, in una fotografia, in una parola in dialetto, in una festa patronale o in un
sapore capace di riaccendere il legame con la terra d’origine.
In questa prospettiva, anche la Porta Santa della Perdonanza assume un forte valore
simbolico: porta del perdono, del passaggio e della rinascita, capace di richiamare
idealmente quelle attraversate dagli emigranti abruzzesi. La Perdonanza Celestiniana,
iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità
dell’UNESCO, diventa così la cornice di un messaggio universale di pace, riconciliazione,
fraternità e speranza.
A dare concretezza all’incontro sono state soprattutto le voci arrivate dall’estero in
collegamento streaming.
Dalla Svizzera, Alessandro Corradi, presidente della Federazione degli Emigrati Abruzzesi
in Svizzera e vicepresidente del Consiglio Direttivo del CRAM, ha sottolineato la necessità
di superare un associazionismo fondato esclusivamente sulla nostalgia, trasformando le
associazioni in realtà dinamiche e in autentiche “vetrine dell’Abruzzo nel mondo”.
Dalla Bolivia, Rony Pedro Colanzi, medico, professore universitario, già sindaco di Santa
Cruz e presidente dell’associazione abruzzese locale, ha definito le associazioni vere e
proprie “casse della memoria”, ma anche ponti capaci di mettere in comunicazione
generazioni diverse.
Dall’Australia, Joe Delle Donne, originario di Fresagrandinaria, ha ricordato la propria
esperienza di emigrante, iniziata nel 1961, a soli 17 anni, e il successivo percorso pubblico
che lo ha portato anche a ricoprire per dieci anni la carica di sindaco di una città di oltre
centomila abitanti.
Collegamenti e contributi sono arrivati anche da Argentina, Brasile, Canada, Stati Uniti,
Paraguay e Venezuela, oltre che da numerose altre realtà associative, restituendo
l’immagine di una comunità abruzzese ormai realmente globale. Dall’Italia è intervenuto
anche Ugo Falcone, presidente dell’Associazione degli Abruzzesi e Molisani in Friuli-
Venezia Giulia.
Momento centrale della giornata è stata la presentazione della “Carta degli Abruzzesi nel
Mondo”, ideata e redatta da Giuseppe Santeusanio.
Non un documento politico o normativo, ma una “Carta di comuni intenti”, di carattere
culturale, identitario e programmatico, pensata per rafforzare il senso di appartenenza,
custodire la memoria delle migrazioni, promuovere la solidarietà e la trasmissione delle
tradizioni alle nuove generazioni e mantenere vivo il rapporto con l’Abruzzo.
Articolata in tredici punti, la Carta affronta temi quali memoria, appartenenza, lingua,
tradizioni, patrimonio spirituale, giovani, ricerca, innovazione e costruzione di una rete
mondiale degli Abruzzesi. Guarda inoltre al ruolo delle comunità emigrate e dei loro
discendenti come ambasciatori dell’Abruzzo nel mondo. La lettura dei principali passaggi è
stata affidata a Claudio Vernarelli, presidente dell’associazione abruzzese “Abrussels” in
Belgio.
Il documento rimane aperto al contributo delle associazioni, che nei prossimi mesi
potranno formulare osservazioni e proposte. Un nuovo momento di confronto e verifica è
previsto in occasione della Perdonanza Celestiniana del 2027.
Nel corso della tavola rotonda sono intervenuti anche il giornalista e scrittore Goffredo
Palmerini, che ha richiamato l’importanza di valorizzare maggiormente la storia
dell’emigrazione nei programmi scolastici e universitari; il professor Franco Salvatori,
emerito di Geografia all’Università di Roma Tor Vergata; Marco Cicimurri, presidente
dell’Associazione Abruzzese di Aprilia; Annamaria Moschetta Vannucci, presidente
dell’Associazione “Abruzzo e Molise Insieme” di Firenze; e il cardiochirurgo Alessandro
Bellisario, nato in Canada da genitori originari di Fossacesia. La professoressa Maria Pia
Silla ha infine rivolto alle associazioni un appello a sostenere la candidatura UNESCO del
costume tradizionale femminile di Scanno.
Nelle conclusioni, il cardinale Coccopalmerio ha sottolineato come i valori della
Perdonanza debbano diventare progressivamente “cultura”, entrando nel modo comune di pensare e di agire, e ha richiamato l’importanza di mettere sempre più in relazione le
comunità abruzzesi sparse nel mondo.
È questa, in fondo, l’immagine consegnata dall’incontro del Teatro San Filippo: un Abruzzo
che non termina ai propri confini geografici, ma continua a vivere attraverso le comunità
presenti nei diversi continenti. Un’identità capace di attraversare confini e generazioni, di
confrontarsi con luoghi e culture diverse senza perdere le proprie radici.
“Porte Attraversate, Radici Ritrovate” racconta così non soltanto la storia dell’emigrazione,
ma un modo contemporaneo di essere abruzzesi nel mondo. E L’Aquila, città della
Perdonanza e Capitale Italiana della Cultura 2026, diventa il luogo simbolico nel quale
memoria, spiritualità e futuro possono tornare a incontrarsi.
Giuseppe Palmieri
IL CONVEGNO “Immota Manet – Studi e approfondimenti sulla vita di Salvatore Massonio”, storico, letterato e medico tra Cinquecento e Seicento


















IL CONCERTO “La musica italiana ai tempi di Salvatore Massonio”




IL FOTO RACCONTO DI ALFONSO MICONI (cliccare sulla foto)

L’APERTIVO CELESTINIANO






