L’ordinanza “fake” più chiara di quella vera

Il mio articolo oggi sul Messaggero (Edizione Abruzzo) sull’ordinanza che istituisce la zona rossa in Abruzzo:

Se non fosse più che tragica la situazione, ci scapperebbe una risata. Ieri sono andate in scena “le comiche”. A parte un balletto di dichiarazioni, “si- no- forse- vediamo”, delle cui conseguenze evidentemente la classe politica non riesce proprio a rendersi conto.

Certo, non è il “Dow Jones” della Borsa di New York, ma spesso da una decisione scaturiscono conseguenze decisive per i cittadini: porto i figli a scuola sì o no; apro il negozio sì o no; posso spostarmi da un Comune all’altro sì o no.

Ma la cosa che ha davvero fatto toccare il fondo di una comunicazione folle è stata il testo dell’ordinanza, con tanto di carta intestata, che è cominciata a circolare “virale” su whatsapp e in Rete. Ordinanza che, tra l’altro faceva scattare il provvedimento di zona rossa a partire da oggi. E’ stato il delirio!

Finchè è arrivata una nota ufficiale della Regione per dire che si trattava di una “fake”, un falso. Il caos! Quindi, ormai a tarda sera, è arrivata l’ordinanza ufficiale. Che, tra l’altro, era meno chiara, in quanto a contenuti, di quella falsa…

E’ così difficile organizzare una comunicazione decente? E così difficile evitare i balletti politici già stucchevoli in tempi di pace?

Angelo De Nicola
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2 risposte a “L’ordinanza “fake” più chiara di quella vera”

  1. Angelo…sai che da medico potrei scrivere pagine e pagine su questa situazione che Ridolini farebbe sua per uno spettacolo…

  2. La gente si ammala. I bambini riportano il virus da scuola. I nonni é inevitabile…lo prendono. Loro stanno molto male. Muoiono da soli. La ALS non funziona. Non state proteggendo la popolazione.

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