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SANDRINO SPOSA YOGA: NOZZE TRA ORSI VIP



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dal nostro inviato - PESCASSEROLI (L'Aquila) - Lei ha già chiesto come testimone di nozze il "Signor ranger" del Parco di Jellystone; lui, per il giorno del fatidico sì, pare voglia accanto la signora Carla Voltolina, vedova del presidente della Repubblica Sandro Pertini. Rischia di essere il matrimonio del secolo quello che il Parco nazionale d'Abruzzo sta organizzando tra l'orsa Yoga e l'orso Sandrino. Due star, di sicuro gli orsi più famosi d'Italia. Lei nota ed amatissima perchè sorpresa più volte a rubare le merende dagli zaini proprio come come fa l'orso Yoghi nel cartone animato; lui noto ed ugualmente amato perchè porta il nome del presidente Pertini. Due star alle quali verrebbe, in sostanza, affidato il compito romantico-scientifico di essere l'Eva e l'Adamo della razza degli orsi bruni marsicani. Sì, perchè nel Parco abruzzese in cattività sono rimasti solo tre orsi (c'è anche Michelino dal nome dell'ex presidente dell'Ente, Michele Cifarelli). Da loro due, dal loro "amore necessario", potrebbe ripartire la stirpe con notevoli implicazioni di natura scientifica (per l'orso bruno marsicano non è mai stato nemmeno tentato l'accoppiamento in cattività) ma anche con comprensibili ripercussioni soprattutto sul turismo.

Ma non sarà facile. Dei due promessi sposi, lei è una ribelle e non si piegherà facilmente a questo matrimonio che "s'ha da fare" per forza e che da tempo al Parco stanno studiando in ogni minimo dettaglio. Le scorribande della simpatica Yoga, 184 chili, hanno fatto il giro del mondo. Una volta mangiò in un paio di bocconi il grosso cocomero che alcuni escursionisti avevano incastrato tra le pietre di un ruscello per tenerlo fresco; un'altra si presentò a sorpresa in casa del guardaparco o, peggio, nelle tende dei campeggiatori, per rubare cibo dagli zaini; un'altra ancora piombò nel piazzale della Camosciara, tra le auto in sosta e la gente, tuffandosi in un bidone dell'immondizia tra lo stupore dei presenti per cercare qualcosa da mangiare. Una notte, addirittura, sfondò la porta della cantina di una famiglia del paese di Opi pasteggiando a caciocavallo: una ventina di forme di eccellente formaggio, tra quelle che si pappò sul posto e quelle che si portò nella tana sui monti, come provvista. Troppo.

La golosona fu punita. Non perchè fosse pericolosa, anzi. Ma paradossalmente, spiegarono i dirigenti del Parco, quella sua familiarità con l'uomo poteva creare pericoli seri a lei ed alle persone. Perciò fu catturata, dotata di radiocollare per seguirne gli spostamenti e "reclusa", per un periodo di riabilitazione, nel Centro visita di Pescasseroli. Lui, invece, forse perchè più giovane ed ormai quasi maggiorenne, pare muoia dalla voglia di fare l'"uomo". Nell'estate del 1982, quando lo trovarono tremante tra i boschi del Parco, fu subito "battezzato" col nome di Sandrino in onore dell'allora Presidente a cui piacevano tanto gli orsi, ma Pertini morì senza poter accarezzare il suo cucciolo adottivo. Ogni tanto chiedeva ai dirigenti del Parco d'Abruzzo se cresceva bene, si faceva mandare una foto, assicurava: "Verrò presto a trovarlo". Ma gli impegni di Stato gli impedirono di tener fede alla promessa, e di coronare un sogno inseguito fin nella lontana Alaska, dove durante una visita ufficiale si impuntò perché voleva vedere gli orsi bianchi che, per l'occasione, rimasero nascosti nei boschi.

Lo scorso settembre, la vedova di Pertini volle rispettare simbolicamente l'impegno del Presidente e venne a trovare Sandrino. Lui non era più il cucciolotto di allora ma un bestione di 176 chili. "Sarebbe piaciuto tantissimo a mio marito- commentò la signora Voltolina-, che aveva i tratti nobili dell'orso: solitario e curioso di tutto, vagabondo e socievole. Dotato di una straordinaria capacità di contatto con i bambini: oggi come oggi Sandro si sarebbe battuto a fondo per la difesa della natura". Nozze, dunque. Lui, orso bruno, rigorosamente in nero; lei, pretenderà l'abito bianco e probabilmente metterà la testa a posto. In una prima fase, ha spiegato il direttore del Parco, Franco Tassi, i due saranno messi in due camere (pardon, gabbie) vicine divise soltanto da un separè. Nella prossima primavera, stagione nella quale esplodono gli amori, verrà tolto il separè ed al Parco incroceranno le dita. Se tutto andrà bene, nella seconda fase, si dovrà pensare a come far sopravvivere i cuccioli nati in cattività. E sarà un'altra scommessa.