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LA MASCHERA DI CELESTINO LA SPERANZA E’ CHE CI SI FACCIA UN FILM
di Giovanni D'Aurizio
Lettera via e-mail di Giovanni D'Aurizio,
Caro Lion Angelo, A farla breve in poche ore ho assorbito la Tua opera come fossi una spugna assetata senza far cadere neanche una goccia, pardòn una parola! La sequenza degli avvenimenti mi avvolgeva come in una spirale della quale bramavo sempre più sapere dove andasse a parare. Il testo sapientemente scelto ha permesso una veloce comprensione ed addirittura a volte anche la visione di luoghi che non ho quasi mai visto. Uno dei miei primi pensieri è stato che un romanzo, un testo narrativo può insegnare, se ben congegnato, molte cose forse anche più del libro di saggistica. Infatti il secondo si rivolge soprattutto alla nostra parte razionale che notoriamente copre una percentuale di comunicazione molto esigua mentre il primo si indirizza alla parte irrazionale, non verbale, all'immaginazione e passa in noi attraverso l'adeguata stimolazione dei sensi e quindi dell'inconscio e della memoria a lungo termine. Tutto quello scritto sulla storia di Celestino rimane impresso certamente meglio con questo bel romanzo agile e snello che con un tomo di tante pagine dotte ma scarsamente comunicative. Quindi se uno degli obiettivi era quello di informare i ”profani” della importanza di Pietro da Morrone esso è stato pienamente raggiunto. Spero tanto che Tu possa scrivere con la ormai notoria abilità un altro romanzo più indirizzato a questi argomenti affascinanti ed in gran parte sconosciuti ai più. Certo qualche libro e trasmissione televisiva hanno trattato anche di queste cose ma sono convinto che Tu riusciresti a creare un'opera molto più interessante ed emozionante. Dopo aver erudito quanto basta la pubblica opinione sarei felice di pensare che sulla scia di questi due Tuoi libri e magari di qualche altra chicca nel frattempo venuta alla luce si possa realizzare un film che possa varcare ogni limite di tempo (per leggere i libri) e di spazio (perchè raggiungerebbe chiunque ed in ogni dove). Secondo me sarebbe quanto di meglio immaginabile per dare il giusto lustro ad un Grande Uomo da secoli ingiustamente obliato o malqualificato (...quello del ”gran rifiuto” per ”viltade”...). Tutto questo porterebbe di conseguenza notorietà anche al nostro Abruzzo ed in particolare alla città dell’Aquila che a mio parere merita molta più rinomanza grazie alla sua storia ed alle sue ricchezze di ogni sorta. Anzi proprio per conoscere davvero bene questa nostra nobile città abruzzese mi sono ripromesso un tour turistico-culturale (magari anche un po’ esoterico...) da effettuare al più presto. Mi sono accorto di averTi scritto non una e-mail di congratulazioni sulla Tua opera ma una sorta di tediante romanzone-polpettone. Scusami tanto ma l’argomento è per me molto interessante ed avvincente. Ti auguro tanti successi e soddisfazioni in ogni campo. Giovanni D'Aurizio
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