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"Il Messaggero"
23 maggio 2009
DAL DUCE A OBAMA: RIFLETTORI PUNTATI SU CAMPO IMPERATORE
di ANGELO DE NICOLA
Il primo presidente Usa di colore a mirar le stelle dalla stanza che ospitò il Duce a Campo Imperatore, avrebbe mischiato le carte della Storia come nemmeno il mago Silvan sarebbe riuscito. L'ipotesi, se mai abbia assunto tale rango, di creare il quartier generale di Barack Obama a 2.000 metri di quota sul Gran Sasso, è subito tramontata.
Ma che la lampadina a qualcuno dell'Ambasciata americana si sia accesa, lo
testimonia il fatto che pare molto più di un'ipotesi che per il G8 "l'albergo
del Duce" possa ospitare una delegazione Usa. Lo lascerebbe presupporre la
grande animazione che da qualche giorno circonda l'albergo a Campo Imperatore
che è già stato al centro della storia nell'estate del 1943 quando Mussolini,
lì prigioniero da una settimana, venne liberato da un'ardita operazione di un
commando aviotrasportato tedesco a bordo di alianti.
Guarda caso (le "carte" della Storia...), il Duce arriva nell'hotel "Amedeo di
Savoia" a Campo Imperatore, il 27 agosto dall'isola della Maddalena (l'iniziale
sede del G8) dove era stato trasportato, dopo l'arresto della sera del 25
luglio, in gran segreto dalla prima momentanea prigionia nell'isola di Ponza.
Il 27 agosto, proprio il giorno prima del blitz (l'"Operazione Quercia")
programmato dal capitano Otto Skorzeny (incaricato da Hitler in persona di
liberare il Duce), un idrovolante della Croce Rossa lascia le acque della
Maddalena con a bordo l'illustre prigioniero: la destinazione, segretissima, è
Campo Imperatore. L'avvocato aquilano Ugo Marinucci, quale commissario del
Centro turistico del Gran Sasso, approntò la "prigione" senza avere alcuna
cognizione di chi dovesse occuparla.
Fu scelto Campo Imperatore perchè, posto sull'omonimo altopiano che ospita una
stazione sciistica all'avanguardia, e il cui unico albergo (a forma di "D",
mente rimasero sulla carta gli altri due fabbricati a dorma di "U" e di "X") è
raggiungibile solo tramite la funivia che parte da Fonte Cerreto. Un luogo
facilmente difendibile e difficile da raggiungere.
Non per i paracadutisti tedeschi che alle ore 13 del 12 settembre sorprendono i
carabinieri e liberano il Duce che sale a bordo di una "Cicogna", un piccolo
velivolo giunto espressamente sul Gran Sasso visto che non era possibile
lasciare in altro modo il breve pianoro di Campo Imperatore senza rischiare di
essere scoperti.
Ecco, inaccessibile. Questa caratteristica unica deve aver fatto balenare
l'ipotesi di ospitare nella "prigione più alta del mondo" (così la definì lo
stesso Mussolini) addirittura Obama. Campo Imperatore, oggi come allora, è
raggiungibile (ma solo d'estate: d'inverno ci sono metri di neve) anche con
l'auto lungo la Statale 17bis che, se bloccata a valle, rende inaccessibile
l'altopiano se non con la funivia (due cabine da 100 posti che coprono il
dislivello di mille metri, da quota 1.100 a 2.200) che, però, non è stata
valutata idonea per un trasporto in piena sicurezza. Il "corteo" del presidente
Obama, ad esempio, non usa mai in auto gallerie stradali.
Resta l'elicottero. Ma le condizioni climatiche di una montagna tosta come il
Gran Sasso (anche in pieno luglio. Ieri, per esempio, nevicava...) e spazzata
da venti fortissimi, non consente sempre il sorvolo. Oltretutto, dopo il
terremoto la funivia è stata oggetto di un primo accertamento. Che è stato
positivo ma non risolutivo. La dirigenza del Centro Turistico che gestisce
l'impianto, ha richiesto l'intervento di specialisti dal Trentino per una
valutazione definitiva dell'agibilità dell'impianto che passa per tre piloni. I
tempi di tale verifica sembrano siano stati accelerati proprio dopo il
sopralluogo dei funzionari dell'Ambasciata.
Dunque, rimane l'interessamento Usa per la struttura che però sarebbe stata da
subito considerata non adeguata per il presidente: le 45 stanze sono piccoline,
tutte al di sotto dei dieci mq per 2 metri e 20 d'altezza. Piccolina anche la
stanza dove fu prigioniero il Duce, restaurata con la mobilia originale
soprattutto per quei nostalgici che, per provare il brivido, volessero pagare
500 euro a notte. Chissà Obama cosa avrebbe pensato, seduto sul letto o
nell'angusta toilette dove il Duce (lo rivelò nel 1995, prima di morire, Elisa
Moscardi, la cameriera di Camarda che lo assistè durante la prigionia), si
tagliò le vene (tentando un clamoroso suicidio sul quale gli storici si sono
divisi) pur di non cadere in mano agli Alleati.
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