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"Il Messaggero"
21 maggio 2009
ANGELI COL SORRISO, PER LORO OGNI INTERVENTO È DA "GROUND ZERO"
di ANGELO DE NICOLA
Nell'enorme massa di addetti (forze dell'ordine di tutti i Corpi, Protezione civile, volontari) in prima linea sul fronte del terremoto sono i più popolari. Ci sanno fare i vigili del fuoco, con quel loro sorriso scanzonato della serie "nulla-mi-fa-paura". Ma soprattutto si fanno, spesso, carico del lavoro sporco come se la loro professione non fosse onorabile se non messa a rischio. Come se ogni loro gesta fosse un "Ground Zero".
Comprensibile, quindi, la fortissima emozione destata ieri dal grave ferimento
di Pierluigi Bianchetti, 37enne pompiere di Rieti esperto del Nucleo
speleo-alpino-fluviale del Lazio, precipitato da una decina di metri dal
cantiere della chiesa delle Anime Sante che vigili del fuoco-acrobati stanno
cercando di puntellare. La stessa, forte emozione che il 6 aprile scorso destò
il decesso del caposquadra Marco Cavagna, 51enne di Bergamo: un infarto lo
stroncò mentre stava portando aiuto alle popolazioni colpite.
"Angeli" per molti, per tutti eroi. Specie quando, guardando in faccia il
pericolo, entrano in un'abitazione ridotta ad un cumulo di macerie pur di
recuperare un paio di orecchini come tanti ma che, per la trepidante padrona di
casa («La prego, non vale la pena rischiare la vita...»»), sono tutto del
niente che è rimasto («Signora, tranquilla, ci penso io»).
E non ci sono soltanto gli interventi finalizzati all'assistenza della
popolazione per il recupero dei beni personali. I pompieri si occupano della
messa in sicurezza degli edifici e delle infrastrutture; del ripristino della
viabilità dei centri interessati dai crolli, di offrire collaborazione con le
sovrintendenze per i beni architettonici e monumentali per la stabilizzazione e
messa in sicurezza di edifici pregevoli per arte e storia (chiese, campanili,
monumenti); del recupero, trasporto e messa in sicurezza di beni artistici
mobili. Ultima incombenza: svuotare frigoriferi e congelatori i cui alimenti
sono ormai in putrefazione. Il che significa stare con la maschera d'ossigeno
per ore e ore. A chi tocca? A loro. Ovvio, poi, che siano proprio loro a
riempire le infermerie, e soprattutto le Ortopedie. In prima linea, le
probabilità di incidenti salgono esponenzialmente. Loro sono lì: non un passo
indietro.
Così, alla sera, li vedi questi santantoni accasciarsi dove possono quando
"staccano" ed arrivano al Comando. Esausti, ma sempre col sorriso. Sventrati
dalla fatica, ma con l'animo sereno di aver dato tutto. E di più. Turni di otto
giorni da ogni parte d'Italia per entrare nella "storia" e poter dire a figli e
nipoti: «Io, all'Aquila, c'ero!».
Centoventidue sezioni impegnate; 1.665 uomini impegnati che si sono aggiunti
alle 300 unità dei Comandi e distaccamenti abruzzesi; 686 i mezzi impegnati con
4 elicotteri; 1.373 container; 728 demolizioni e-o rimozioni; 28.027 (recupero
beni); 1,280 assistenze varie; 2.887 verifiche statiche; 71.754 interventi.
Questo il bilancio del primo mese. Sono già cifre di una "guerra". I vigili del
fuoco l'hanno già vinta.
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