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"Il Messaggero"
15 aprile 2009
«A MILLE METRI SENZA RISCALDAMENTO: AIUTATECI»
di ANGELO DE NICOLA
L'AQUILA - "A Monteluco di Roio siamo stati abbandonati da tutti. Ancora senza riscaldamento, luce, e mensa piccola che va avanti con l'aiuto delle persone del posto. Se potete, sempre se potete, lo devo far sapere a tutti, anche alle Tv ma non so come fare. Aiutateci!" E' il drammatico sms inviato a chi scrive da Antonello, giovane ingegnere e uno dei capipopolo nella frazione di Roio, quella che ospita il santuario mariano che era tanto caro a Giovanni Paolo II il quale, il 30 agosto del 1980, venne a visitarlo in occasione del seicentenario della nascita di San Bernardino da Siena (poi morto all'Aquila che ne conserva, perciò, le sacre spoglie nella splendida basilica a lui dedicata e oggi lesionata gravemente).
A Monteluco, che è oltre i mille metri, dove c'è la Facoltà di Ingegneria (che
ha occupato quella che fu una colonia in montagna per i figli del Fascio della
marina) è inverno pieno. La situazione è drammatica come emerge dall'accorato
racconto del professionista che, lasciata la famigliola al sicuro sulla costa,
sta combattendo accanto alla sua gente. Ed è un tipo tosto, Antonello, temprato
dal rugby con la gloriosa squadra del Paganica in serie A2. Ma col freddo e
senza corrente elettrica diventa difficile. Ed è anche un po' un assaggio di
quello che potrebbe accadere dall'ottobre prossimo quando l'inverno, quello
vero a meno dieci gradi, morderà ancora di più.
Oltretutto, quello di Monteluco di Roio non è un caso isolato. La sequenza di
scosse di terremoto (l'ultima ieri sera alle 19,27 con magnitudo 3.5) con
epicentro nei pressi di Campotosto sta mettendo a dura prova gli abitanti del
piccolo centro abruzzese in cui vi è un enorme lago artificiale.
«La popolazione- commenta il sindaco, Bruno D'Alessio- è sempre più spaventata.
Nessuno vuole tornare in casa, e le lesioni agli edifici, a ogni nuova scossa,
si approfondiscono, anche se non c'è stato nessun crollo di rilievo».
La situazione della diga del lago, assicura il sindaco, è però assolutamente
tranquilla: «La diga è sotto controllo 24 ore su 24, non ci sono lesioni. I
tecnici dell'Enel non la perdono d'occhio. Il livello del lago è stato
abbassato già da tempo, a partire da marzo, e dunque la pressione dell'acqua
sulle tre dighe del lago è diminuita».
Il problema più pressante è quello del freddo. Il paese, a oltre 1.300 metri di
quota, ieri è stato sferzato dal gelo. Per un breve periodo è anche caduto del
nevischio. E le tende dei quattro campi dove sono stati sistemati i 750
abitanti del Comune, sono ancora prive di elettricità. «Aspettiamo ancora che
portino la luce ed il riscaldamento. Questa notte, in tenda, è stato molto
freddo, e gli anziani non possono reggere la situazione».
Il sindaco ha inviato un disperato appello all'Esercito ed alla Protezione
civile affinchè risolvano il problema entro la prossima notte. Gli abitanti
della piccola frazione di Ortolano, contrariamente ad una voce che era
circolata l'altro ieri, non sono stati trasferiti nel Comune principale: nei
pressi del piccolo centro, che si trova a poco sotto la diga più grande del
lago, è stata montata una piccola tendopoli.
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