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Il Messaggero
"Il Messaggero" 6-12-2000
IL BOSS FELICE MANIERO DI GIORNO VENDE PENTOLE



Nome: Luca Mori. Professione: venditore di pentole. Detta così non c'è nulla di strano: un normale cittadino, con una normalissima attività alla periferia dell'Aquila. Piccolo particolare: Luca Mori è la nuova identità di Felice Maniero, l'ex boss della mafia del Brenta accusato di almeno sette omicidi, traffico di armi e droga e associazione mafiosa. Catturato e scappato, ripreso e riscappato, ripreso una terza volta, alla fine "faccia d'angelo", come disse lui stesso, "fece bene i conti" e scoprì che gli conveniva "pentirsi". Ma fu subito estromesso dai benefici riservati ai pentiti ed associato al carcere aquilano delle Costarelle, a Preturo. Dal quale, almeno dal febbraio scorso, esce ogni mattina per andare a lavorare e tornarvi alla sera essendo stato ammesso al regime di semilibertà. La notizia, destinata a rimanere segreta, è emersa l'altro giorno a Venezia durante un'udienza che riguardava Maniero. Era già noto (lo aveva anticipato il Messaggero qualche mese fa) che Maniero era detenuto a Costarelle. Dunque, non è stato difficile fare due più due: "Faccia d'angelo" "vive" e "lavora" all'Aquila presso una ditta che vende prodotti per la casa. D'altra parte le stesse forze dell'ordine non smentiscono.

"La presenza di Maniero "libero"- si è appreso ieri in Questura- è un elemento per noi di massima attenzione ma fino ad un certo punto. Il suo regime di detenzione è stato deciso dalla magistratura, nè possiamo sorvegliare un cittadino che, seppure a metà, è libero a tutti gli effetti. In ogni caso, problemi di sicurezza non ci sono". Eppure Maniero sembra una mina vagante. Lo confermano le dichiarazioni rilasciate dai suoi legali. "È in serio pericolo di vita" ha commentato dell'avvocato Luca Ricci, difensore di Maniero. Una preoccupazione motivata dal fatto che molti degli ex affiliati all'organizzazione capeggiata da "Faccia d'angelo" sono in libertà per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva, in attesa di processi che non arrivano.

Maniero, per i suoi legali, sarebbe quindi esposto a eventuali vendette dei suoi ex amici, visto che comunque la Commissione dei servizi di protezione ha deciso in via irrevocabile di non concedergli una scorta. In questa ricerca di sicurezza rientra anche la richiesta di cambiare nome in Luca Mori, accolta nello scorso mese di settembre, ma scoperta per la pubblicazione della richiesta sulla Gazzetta ufficiale. L'assenza del programma di protezione, infatti, non impedisce che la procedura del cambio di nome rimanga secretata. Non si può certo dire che, mentre sta scontando pene definitive per circa 25 anni, Maniero sia rimasto inattivo sul fronte dei ricorsi giudiziari. Nel gennaio scorso, l'ex boss aveva addirittura fatto richiesta di liberazione anticipata, che era invece stata respinta. La successiva richiesta di semilibertà è stata invece accolta, poichè per i giudici di sorveglianza dell'Aquila, Maniero non è più considerato socialmente pericoloso.




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